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02/11/2018
Largo Consumo 11/2018 - Notizia breve - pagina 5 - 1/6 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Millesimi (100 Montaditos): “Il food delivery, salvo alcune ricette, è in sostanza un ripiego”

Commenti dei lettori alla riflessione apparsa sulla copertina del 7-8/2018

Sulla tendenza crescente a ordinare la cena al ristorante, per poi consumarla a casa, la banca svizzera Ubs ha appena pubblicato uno studio in cui si prevede che il food delivery passi dai 35 miliardi di dollari attuali (a livello mondiale) ai 365 miliardi del 2030.

Se stiamo dunque andando verso un modo di vivere che vedrà sempre più le persone lontane dalle preparazioni alimentari domestiche e conseguenti minori approvvigionamenti presso supermercati e negozi, quale sarà il destino di molte insegne distributive?

Risponde

Gianluca Millesimi, Sviluppo rete franchising 100 Montaditos

 

“Un panino caldo, appena fatto, o una birra appena schiumata, non sono la stessa cosa di un cibo o di una bevanda portati a domicilio. Il food delivery, salvo alcune ricette, è in sostanza un ripiego, il che non vuol dire che non si debba coprire il servizio e soddisfare un bisogno”

Commenti dei lettori alla riflessione apparsa sulla copertina del 7-8/2018

Sulla tendenza crescente a ordinare la cena al ristorante, per poi consumarla a casa, la banca svizzera Ubs ha appena pubblicato uno studio in cui si prevede che il food delivery passi dai 35 miliardi di dollari attuali (a livello mondiale) ai 365 miliardi del 2030.

Se stiamo dunque andando verso un modo di vivere che vedrà sempre più le persone lontane dalle preparazioni alimentari domestiche e conseguenti minori approvvigionamenti presso supermercati e negozi, quale sarà il destino di molte insegne distributive?

Risponde

Gianluca Millesimi, Sviluppo rete franchising 100 Montaditos

 

Il food delivery non è una minaccia. Semplicemente esprime un bisogno di consumo e lancia a tutti un invito al miglioramento del servizio, dalla Gdo alla ristorazione. La moderna distribuzione investe da anni sulla consegna alimentare, solo che il suo lavoro è, per forza di cose, più generico. Voglio dire che una spesa, più o meno completa, non è paragonabile a un pranzo, a una cena, a una semplice ricetta che arrivano a un’ora data.

Detto questo bisogna anche dire che la Dmo non ha particolari ragioni di avere paura, in quanto il food delivery è, e resterà, un’alternativa e non la regola. Quello che io farei, come responsabile di una catena distributiva, è di avere, come già in larga parte accade, prodotti sani, pronti al consumo, disponibili tutti i giorni e a tutte le ore, in punti di vendita anche urbani, colmando una nicchia che oggi è presidiata, appunto, dal cibo a domicilio.

Un discorso diverso è quello della ristorazione commerciale. A legger i dati più affidabili e recenti si scopre che 4,4 milioni di italiani, nei primi 3 mesi del 2018, hanno mangiato fuori casa almeno una volta. Per giunta la somministrazione è una tendenza in crescita costante. Non è dunque facile soppiantare un locale fisico, che è portatore di una serie di plus e valori. Pensiamo solo alla socializzazione, o a elementi come la temperatura ottimale del prodotto quando esce dalla cucina, uno stato che si perde nel tempo, breve, ma tutto sommato lungo, della consegna. È ovvio che un panino caldo, appena fatto, o una birra appena schiumata, non sono la stessa cosa di un cibo o di una bevanda portati a domicilio. Il food delivery, salvo alcune ricette, è in sostanza un ripiego.

Ciò non vuol dire che sia un canale da evitare e che non si debba coprire il servizio. Anche noi siamo attivi, come lo siamo nell’asporto, ma non sono queste le nostre vere priorità.

 
 
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Tag argomenti: Ristorazione Franchising
 
Tag citati: 100 Montaditos, Millesimi Gian Luca, Ubs

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