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26/07/2019
Largo Consumo 06/2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Clima

Miele d’acacia, persi in Lombardia 3 vasetti su 4

In Lombardia persi 3 vasetti di miele d’acacia su 4, a causa del crollo della produzione nella prima parte della campagna 2019. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia sulla base degli ultimi dati regionali, secondo cui la produzione del miele di acacia quest’anno è inferiore del 75% rispetto alla media. In termini economici – precisa la Coldiretti su stime Ismea – sulla produzione commerciale significa una riduzione dei ricavi per gli apicoltori di 10 milioni di euro. A pesare è stato l’andamento climatico anomalo del 2019 caratterizzato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi, ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato. La sofferenza delle api è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Per evitare di portare in tavola [...]

Nell'articolo:

  • I numeri del comparto apistico in Italia e Lombardia

In Lombardia persi 3 vasetti di miele d’acacia su 4, a causa del crollo della produzione nella prima parte della campagna 2019. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia sulla base degli ultimi dati regionali, secondo cui la produzione del miele di acacia quest’anno è inferiore del 75% rispetto alla media. In termini economici – precisa la Coldiretti su stime Ismea – sulla produzione commerciale significa una riduzione dei ricavi per gli apicoltori di 10 milioni di euro.

A pesare è stato l’andamento climatico anomalo del 2019 caratterizzato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi, ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato. La sofferenza delle api è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Per evitare di portare in tavola di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità – consiglia la Coldiretti –, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

 

I numeri del comparto apistico in Italia e Lombardia
50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api
In Italia gli alveari sono 1,4 milioni, gli apicoltori circa 51.500 di cui 33.800 producono per autoconsumo (65%) e il resto con partita iva per il mercato (35%)
Nelle campagne lombarde ci sono circa 160 mila alveari curati da oltre 6 mila apicoltori tra professionisti e hobbisti
Fonte: Dati ufficiali                             Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Dolciari Miele
 
Tag citati: Coldiretti Lombardia, Ismea

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