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02/01/2019
Largo Consumo 01/2019 - Notizia breve - pagina 5 - 1/6 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Maggioni (Webmarketingmedia.it): "Una certa fascia del piccolo retail non perdona alle grandi dot.com di avere cambiato le regole di mercato"

Commenti dei lettori alla riflessione apparsa sulla copertina del 10/2018

In Italia, come in diversi altri Paesi, Amazon può espellere dalla propria piattaforma di shopping on line quegli utenti ritenuti, per vari motivi, “indesiderati”.

Se nell’e-commerce esiste dunque oggi la possibilità di impedire ad una parte di consumatori l’accesso alle piattaforme d’acquisto, potrebbe succedere in un domani, ai fini della “par condicio”, la stessa cosa ai clienti della distribuzione fisica?

Risponde

Giorgio Maggioni, Web Marketing & E-commerce Specialist Webmarketingmedia.it

 

“Nel senso comune Amazon è guardata, genericamente, come un soggetto molto ricco, che non è affatto zelante verso il fisco e dunque è, in fondo, sarebbe quasi lecito approfittarsene. In parte questo atteggiamento di ostilità preconcetta si ravvisa anche in una certa fascia del piccolo retail, che non perdona alle grandi dot.com e ad altri soggetti economici di avere cambiato le regole di un mercato al quale è, oggi, molto più difficile adeguarsi”

Commenti dei lettori alla riflessione apparsa sulla copertina del 10/2018

In Italia, come in diversi altri Paesi, Amazon può espellere dalla propria piattaforma di shopping on line quegli utenti ritenuti, per vari motivi, “indesiderati”.

Se nell’e-commerce esiste dunque oggi la possibilità di impedire ad una parte di consumatori l’accesso alle piattaforme d’acquisto, potrebbe succedere in un domani, ai fini della “par condicio”, la stessa cosa ai clienti della distribuzione fisica?

Risponde

Giorgio Maggioni, Web Marketing & E-commerce Specialist Webmarketingmedia.it

 

Amazon è indubbiamente una grandissima idea di business, ma non bisogna dimenticarsi che è un’azienda e non un’organizzazione senza scopo di lucro e, dunque, non può permettersi un eccesso di resi che vada oltre i criteri di buon comportamento e di buon senso. Si sa benissimo che ci sono clienti che ordinano un certo prodotto perché ne hanno bisogno solo per un paio di giorni e poi lo rendono e questo non è tollerabile. Inoltre il cliente ‘bannato’ può benissimo, e anche questo è noto e ovvio, aprire un altro account e tornare a fare shopping sulla piattaforma.

Nel senso comune Amazon è guardata, genericamente, come un soggetto molto ricco, che non è affatto zelante verso il fisco e dunque è, in fondo, sarebbe quasi lecito approfittarsene. In parte questo atteggiamento di ostilità preconcetta si ravvisa anche in una certa fascia del piccolo retail, che non perdona alle grandi dot.com e ad altri soggetti economici di avere cambiato le regole di un mercato al quale è, oggi, molto più difficile adeguarsi.

Quando il retail fisico oppone all’e-commerce argomenti come il servizio, il bisogno di provare e vedere un prodotto, dice solo una mezza verità. Esistono già adesso negozi avanzati che sono puri showroom: si prova un bene, lo si valuta, ma l’acquisto si fa online. Per non parlare dello ‘showrooming’, un processo di acquisto non voluto: si giudica il prodotto in un qualsiasi negozio e poi lo si acquista su una piattaforma online. Del resto il consumatore, sempre grazie al digitale, quando entra in un punto vendita, è già molto informato, sa bene cosa vuole, e ha fatto i debiti confronti di prezzo.

È evidente che non tutto si può digitalizzare: pensiamo solo alla riparazione e configurazione degli apparati informatici, ma anche alla riparazione auto, o a certi lavori domestici, dove si instaura un dialogo e un rapporto con un artigiano di fiducia. Ma un dato modello di smartphone, un libro, un piccolo elettrodomestico, ma anche i prodotti grocery e molto altro, sono, altrettanto evidentemente, i medesimi, sia online che offline, e l’online, il più delle volte, ha livelli di prezzo più interessanti e problematiche di reso più orientate al cliente.

 
 
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Tag argomenti: Internet MARKETING
 
Tag citati: Amazon, Maggioni Giorgio, Webmarketingmedia.it

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