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16/10/2019
Largo Consumo 09/2019 - Approfondimento - pagina 5 - 1 pagina - Salomone Luca
 
 
Riflessioni di copertina

Made in Italy: organismi di cultura enogastronomica per istruire i consumatori esteri?

Commenti dei lettori alla riflessione apparsa sulla copertina del 5/2019.

Il consumatore estero interessato al cibo italiano trova sui propri scaffali poco Made in Italy originale rispetto alla grande offerta di prodotti, che evocano sì l’Italia nel nome, ma che nulla hanno a che vedere con i veri prodotti alimentari di casa nostra. Per il pubblico estero non è facile, purtroppo, comprare italiano per ragioni sia culturali che pratiche come, ad esempio, nel caso dell’olio d’oliva di cui non sempre si conosce il perché si chiami extravergine.

Non potrebbero le nostre istituzioni, unitamente al mondo produttivo alimentare italiano, creare, in alcune grandi città del mondo, da New York a Shanghai, da Tokyo a Los Angeles, degli organismi stabili di cultura enogastronomica italiana con il compito di “istruire” il pubblico estero su tutto ciò che lega il vero cibo italiano con i luoghi in cui, nel nostro Paese, lo si produce?

Rispondono:

Alessandro Barchetti, direttore marketing e comunicazione Unes

Sabato D’Amico, amministratore delegato D&D Italia

Veronica Barbati, presidente Giovani Impresa Coldiretti​

 
 
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Tag argomenti: Prodotti Tipici Import Export Alimentare MADE IN ITALY
 
Tag citati: Barbati Veronica, Barchetti Alessandro, Coldiretti, D&D Italia, D´Amico Sabato, Unes

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