01/04/2016
Largo Consumo 04/2016 - pagina 127 - Notizia breve - 1/6 di pagina
 
 
Le copertine di Largo Consumo

Liverani (Doxa): "Se ragioniamo sull’influenza dei bambini sui consumi della famiglia, le comunicazioni hanno un peso importante"

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini. Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicit [...] Leggi tutto

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Cristina Liverani, Research manager Doxa

 

La pubblicità, e quella in tv nello specifico, ha, per i bambini, connotati per lo più positivi. Uno strumento piacevole, che essi amano guardare, che fa loro conoscere nuovi prodotti, con spot che spesso i piccoli faticano a distinguere dai programmi di interesse. La rivoluzione del digitale terrestre ha in qualche modo dato ancora più valore alla pubblicità sui canali per bambini: comunicazioni rivolte al target (che quindi è potenzialmente ancora più attratto), non fastidiosa (o fastidiosa in misura minore) in quanto inserita in apposite pause, che non vanno a interrompere il programma. Oltre la metà dei 5-9 anni racconta di gradire molto la pubblicità trasmessa sui principali canali tv per ragazzi (considerando i solo le emittenti free). Un ragazzino su 3, fra i 5 e i 9 anni, parlando della pubblicità in tv dichiara che è un mezzo ‘per conoscere nuovi prodotti e che fa venir voglia di provarli’.

Questo contesto, non dissimile dal contesto pay di qualche anno fa (offerta dedicata e comunicazioni mirate), diventa particolarmente importante e oggetto di riflessione, considerando che la tv rimane il punto di riferimento dei più giovani: vista nel giorno medio dal 66% dei ragazzini 5-9 (55% dei 10-13enni), considerata irrinunciabile (nel confronto con gli altri media) dal 55% dei 5-9 anni. Sicuramente al crescere dell’età il ruolo della tv va calando, sia in termini di tempo dedicato, che in termini di attrattività e attenzione. Il mondo digital assume, a questo punto, un ruolo più importante e le occasioni di visione delle pubblicità online si vanno a sommare a quelle della tv.

Il digital per i più piccoli, seppure spesso fonte di intrattenimento (dichiarano di guardare video online poco meno del 20% dei 5-9enni), non raggiunge a oggi la medesima penetrazione della tv, è comunque meno coinvolgente, con comunicazioni pubblicitarie che, in quanto meno mirate, attirano anche meno l’attenzione. In ogni caso il digitale, quando si tratta dei piccoli, è sempre molto più gestito e sorvegliato dagli adulti.

 
Autore: Salomone Luca
 
Tag argomenti: Infanzia Pubblicità o Advertising Ricerche di mercato Televisione Tempo libero e Intrattenimento
 
Leggi tutto
Contenuto fruibile tramite registrazione
Tag citati: Corriere della Sera Doxa Liverani Cristina Rai

Notizie correlate