italiano italiano English English
06/08/2019
Largo Consumo 07/08 - 2019 - Notizia breve - pagina 101 - 1/3 di pagina - Redazione di Largo Consumo
 
 
Studi e ricerche

Le falle in tema di privacy dei principali siti web italiani

A maggio è entrato in vigore il GDPR con cui la Ue ha inteso creare un clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale. Tuttavia, dai risultati di una ricerca dell’Osservatorio di Federprivacy emerge come molti di principali siti Internet italiani stentano a mettere in pratica i criteri di tutela della privacy e difettano, in generale, sulle questioni della sicurezza on line. Dall’indagine condotta sui 300 principali web sites italiani risulta infatti che il 39% di questi, anziché ricorrere a protocolli sicuri con cifratura SSL/TLS, facilmente riconoscibili perché contrassegnati sul browser dal prefisso “https” e dal lucchettino verde...

A maggio è entrato in vigore il GDPR con cui la Ue ha inteso creare un clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale. Tuttavia, dai risultati di una ricerca dell’Osservatorio di Federprivacy emerge come molti di principali siti Internet italiani stentano a mettere in pratica i criteri di tutela della privacy e difettano, in generale, sulle questioni della sicurezza on line. Dall’indagine condotta sui 300 principali web sites italiani risulta infatti che il 39% di questi, anziché ricorrere a protocolli sicuri con cifratura SSL/TLS, facilmente riconoscibili perché contrassegnati sul browser dal prefisso “https” e dal lucchettino verde, continuano a utilizzare connessioni non sicure in grado di consentire a potenziali malintenzionati di intercettare dati personali scambiati attraverso un form di contatto o addirittura di carpire i dati di una carta di credito digitati durante un acquisto. Inoltre, a frenare il decollo dell’e-commerce nel Paese c’è anche il fatto che ben 252 siti sui 300 in esame, quindi l’84% del totale, benché dotati di un’informativa sulla privacy, non fornisce poi all’interno di questa i recapiti per l’esercizio dei diritti da parte degli interessati o i dati di contatto del data protection officer, informazioni peraltro divenute obbligatorie dal momento dell’entrata in vigore del provvedimento europeo che le prescrive per tutte le PA e aziende che trattano dati su larga scala o profilano gli utenti, tecnica quest’ultima che risulta peraltro particolarmente diffusa tra i siti italiani esaminati, l’85% dei quali utilizza cookies di terza parte che servono proprio a tracciare preferenze degli utenti on line.

 
 
Registrati per leggere il contenuto
 
Tag argomenti: Normativa Privacy Internet Ricerche di mercato
 
Tag citati: Federprivacy,, UE

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati