01/04/2016
Largo Consumo 04/2016 - Notizia breve - pagina 127 - 1/6 di pagina - Salomone Luca
 
 
Le copertine di Largo Consumo

Latella: "La disposizione può sembrare severa, ma in realtà va contestualizzata"

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Elisa Latella, avvocato

 

“Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, ha annunciato in commissione di vigilanza, a dicembre scorso, che da maggio la pubblicità dovrebbe sparire da RAI Yoyo e RAI Gulp, canali tematici della rete nazionale dedicata ai ragazzi. È una novità che va contestualizzata”

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Elisa Latella, avvocato

 

Si prevede effettivamente un netto no a qualsiasi forma di pubblicità all'inizio, durante e al termine dei programmi tv per i minori di 10 anni, a prescindere dalla loro durata, e l’altrettanto rigido divieto di trasmissione di spot nei quali siano presenti minori di 13 anni. Sono questi i contenuti chiave della proposta di legge presentata il 17 febbraio alla Camera da Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai. La disposizione può sembrare severa, ma in realtà va contestualizzata.

Le principali regole a oggi vigenti in materia di pubblicità televisiva, sono contenute nel decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177, ‘Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici’ e nelle successive modifiche e integrazioni, di cui al Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 44. Sostanzialmente si prevede, all’art.36 bis del testo unico, il divieto di comunicazioni commerciali audiovisive che possano arrecare pregiudizio fisico o morale ai minori, approfittando della loro credulità. Inoltre, fino a oggi, si prevede che la pubblicità o una televendita possano intervenire soltanto una volta per ogni periodo programmato di almeno 30 minuti, purché la durata programmata della trasmissione sia superiore a 30 minuti; si prevede infine all’art.34, comma 8, che l’intervento dei minori di 14 anni negli spot debba essere oggetto di apposita disciplina.

La proposta cambia le regole: radicalmente fuori dagli spot i minori di 13 anni, ed esclusione di pubblicità nei programmi rivolti ai bambini fino a 10 anni, senza limiti di minuti. La linea di confine non è più data sostanzialmente dalla durata della pubblicità, ma dall’età dei piccoli, siano essi fruitori o protagonisti della pubblicità. Troppo severa questa novità? Non troppo, in fondo. Si tratta solo di tutelare i più piccoli. C’è da capire invece che fine farà il famoso intervallo di 30 minuti per le trasmissioni rivolte ai bambini con più di 10 anni, che tanto più grandi non sono.

 
 
Registrati per leggere il contenuto
 
Tag argomenti: Tempo libero e Intrattenimento Televisione Pubblicità Infanzia Normativa
 
Tag citati: (testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici), art.34, comma 8, art.36 bis, Camera, commissione di Vigilanza Rai, Corriere della Sera, Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 44, decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177, Fico Roberto, Latella Elisa, Rai

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati