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28/12/2019
Largo Consumo 10/2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Sicurezza ed efficacia

La rivista francese 60 Millions de consommateurs dichiara guerra agli integratori alimentari

Gli esperti del magazine hanno analizzato 120 prodotti tra i più venduti, compresi vari cocktail di vitamine, alga spirulina, estratti vegetali di vario tipo, oli essenziali, ferro, magnesio, probiotici, omega-3. E, in un numero speciale della rivista, hanno evidenziato le lacune normative, rese ancora più gravi dalla scarsità delle informazioni disponibili sugli effetti biologici di tali integratori. In particolare, 59 prodotti recavano la scritta “da prescrivere” e 50 quella “in mancanza di meglio”. Si tratta di scritte che nel primo caso indicano la presenza di composti che possono causare dei problemi o che i dati disponibili sulla sicurezza sono insufficienti. Nel secondo caso che potrebbero esserci sostanze problematiche. Risultato: solo il 10% dei prodotti analizzati sono stati promossi dal panel di 60 Millions. Secondo la rivista, le norme che disciplinano il mercato degli integratori è largamente insufficiente. Mentre le aziende farmaceutiche devono dimostrare che [...]

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  • Integratori alimentari: l'andamento del mercato in italia

Gli esperti del magazine hanno analizzato 120 prodotti tra i più venduti, compresi vari cocktail di vitamine, alga spirulina, estratti vegetali di vario tipo, oli essenziali, ferro, magnesio, probiotici, omega-3. E, in un numero speciale della rivista, hanno evidenziato le lacune normative, rese ancora più gravi dalla scarsità delle informazioni disponibili sugli effetti biologici di tali integratori. In particolare, 59 prodotti recavano la scritta “da prescrivere” e 50 quella “in mancanza di meglio”. Si tratta di scritte che nel primo caso indicano la presenza di composti che possono causare dei problemi o che i dati disponibili sulla sicurezza sono insufficienti. Nel secondo caso che potrebbero esserci sostanze problematiche. Risultato: solo il 10% dei prodotti analizzati sono stati promossi dal panel di 60 Millions.

Secondo la rivista, le norme che disciplinano il mercato degli integratori è largamente insufficiente. Mentre le aziende farmaceutiche devono dimostrare che un loro prodotto funziona ed è sicuro con studi clinici controllati, quelle degli integratori devono solo comunicare informazioni su etichettatura e composizione alla Direzione generale della concorrenza il consumo e la repressione frodi (Dgccrf), che non è tenuta a verificare né l’efficacia in base al dosaggio né la sicurezza del prodotto. Di prassi la Dgccrf accetta o meno la richiesta di immissione in commercio entro due mesi dalla presentazione attraverso un silenzio-assenso, e interviene solo a posteriori, dopo una segnalazione, in caso di sostanze pericolose, fraudolente o contaminate.

Al di là dei possibili rischi, la domanda principale è forse quella sulla reale utilità degli integratori. Con l’eccezione di categorie ben note quali le donne in gravidanza che devono assumere vitamina B9 (acido folico) per prevenire i difetti sul tubo neurale del feto, e le persone con malattie che compromettono l’assorbimento dei nutrienti come il morbo di Crohn o i casi di accertata carenza, un’alimentazione equilibrata fornisce tutto ciò di cui si ha bisogno.

Nonostante i claim (quelli sì regolati), gli integratori non devono dimostrare di avere effetti positivi, a differenza dei farmaci. Ma i produttori spesso indicano benefici per la salute. Tuttavia questi preparati possono contenere sostanze inefficaci e potenzialmente pericolose come: oli essenziali che possono scatenare allergie, cefalee e crisi epilettiche nei soggetti predisposti; spirulina contaminata; melanina che può dare vomito; principi attivi che interagiscono negativamente con i farmaci (come quelli del pompelmo); ingredienti nascosti e a rischio di sovradosaggio (molte vitamine sono presenti in dosi decine o centinaia di volte quelle consigliate, anche quando l’eccesso è dannoso per la salute, come per quelle liposolubili); additivi e coloranti che sarebbe meglio evitare di assumere se non necessario come il biossido di titanio (che da gennaio 2020 sarà vietato in Francia) o il rosso allura (E129), che è stato associato all’iperattività nei bambini. Il tutto, naturalmente, è amplificato quando l’acquisto avviene su internet, perché per i prodotti acquistati online è quasi impossibile ricostruire la filiera, in caso di necessità.

 

Integratori alimentari: l'andamento del mercato in italia
32 milioni gli italiani che utilizzano integratori alimentari, di cui 18 milioni abitualmente
Il 74% degli utilizzatori ha un giudizio positivo dell’esperienza degli integratori, che rispondono agli obiettivi attesi
Il 57,3% degli italiani ha ricevuto il consiglio di utilizzare integratori alimentari e, tra questi, l’82,4% è stato consigliato da un medico
Fonte: Censis “Il valore sociale dell’integratore alimentare”
                                                               Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Integratori Salute, Sanità e Benessere Sicurezza
 
Tag citati: 60 Millions de Consommateurs

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