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09/01/2019
Largo Consumo 12/2018 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Ambiente

La moda firma per un futuro più green

L’industria della moda è conosciuta come una delle più inquinanti al mondo. Per spostare il peso della propria incidenza alla conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, la COP24, tenutasi a Katowice, in Polonia, è stato firmato ufficialmente un atto costitutivo del settore fashion che mira a ridurre l’impatto ambientale della filiera. La Fashion Industry Charter for Climate Action è stata sottoscritta da retailer e maison del lusso, così come da brand del fast fashion e dell’activewear e da alcuni fornitori. Tra i nomi dei 43 firmatari, anche quelli di Stella McCartney, Burberry, Kering, Adidas ed H&M Group. Il documento include 16 obiettivi. Le aziende che hanno firmato, tra le altre cose, si impegnano a [...]

Nell'articolo:

  • L’impatto dell’industria della moda sull’ambiente

L’industria della moda è conosciuta come una delle più inquinanti al mondo. Per spostare il peso della propria incidenza alla conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, la COP24, tenutasi a Katowice, in Polonia, è stato firmato ufficialmente un atto costitutivo del settore fashion che mira a ridurre l’impatto ambientale della filiera. La Fashion Industry Charter for Climate Action è stata sottoscritta da retailer e maison del lusso, così come da brand del fast fashion e dell’activewear e da alcuni fornitori. Tra i nomi dei 43 firmatari, anche quelli di Stella McCartney, Burberry, Kering, Adidas ed H&M Group. Il documento include 16 obiettivi. Le aziende che hanno firmato, tra le altre cose, si impegnano a ridurre le emissioni di gas del 30% entro il 2030 (e a portarle a zero entro il 2050) e a favorire trasporti a basso impatto ambientale e materiali maggiormente sostenibili.

 

L’impatto dell’industria della moda sull’ambiente
Sono da attribuire a questo settore il 20% dello spreco globale di acqua e il 10% delle emissioni di anidride carbonica nonché la produzione di più gas serra rispetto a tutti gli spostamenti navali e aerei del mondo
Le coltivazioni di cotone sono responsabili per il 24% dell’uso di insetticidi e per l’11% dell’uso di pesticidi facendo del settore tessile il più inquinante dopo quello Oil&Gas
L’85% dei vestiti prodotti finisce in discarica e solo l’1% viene riciclato
Fonte: La Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite                                            Largo Consumo
 
 
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Tag citati: Adidas, Burberry, COP24, Fashion Industry Charter for Climate Action, H&M Group, Kering, Onu, Stella McCartney

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