06/04/2016
Largo Consumo 03/2016 - - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Spesa alimentare

La crescita del potere d’acquisto sostiene la mini ripresa a tavola

Commentando i dati diffusi dall’ Istat , Cia-Agricoltori Italiani sottolinea che la lieve ripresa del potere d’acquisto delle famiglie (+0,8%) si riversa nel carrello alimentare, con il primo aumento della spesa per il cibo nel 2015 (+0,4%). Si consolidano, comunque, i comportamenti e le abitudini d [...] Leggi tutto

Commentando i dati diffusi dall’Istat, Cia-Agricoltori Italiani sottolinea che la lieve ripresa del potere d’acquisto delle famiglie (+0,8%) si riversa nel carrello alimentare, con il primo aumento della spesa per il cibo nel 2015 (+0,4%).

 

Si consolidano, comunque, i comportamenti e le abitudini di spesa improntati al risparmio e alla riduzione degli sprechi, messi in atto dagli italiani per “resistere” alla crisi. Dal 2008 a oggi, infatti, le cifre dello spreco alimentare si sono ridotte del 30%, mentre continuano a crescere le vendite nei discount (+3,5% tra gennaio e novembre 2015) a dispetto dei piccoli negozi di quartiere (-0,5%). Oggi sono quasi 6,5 milioni le famiglie che dichiarano di fare regolarmente la spesa “low-cost” nei discount, mentre solo il 23% continua a guardare alla marca come un elemento decisivo per l’acquisto.

 

L’aumento della spesa alimentare non ha interessato in ugual modo tutte le categorie di prodotti: nel 2015 resta col segno meno la carne (-5,8%) e i lattiero-caseari (-3,4%), a fronte di aumenti per i prodotti ittici (+4,8%), gli ortaggi (+2,5%) e la frutta fresca (+4,7%).

 

“E’ chiaro, però, che questi timidi segnali di ripresa, per riflettersi stabilmente sui consumi alimentari, devono necessariamente essere trasferiti sulla fase agricola della filiera -interviene il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino-. Il settore primario continua a vivere una situazione di difficoltà sempre più grande, caratterizzata da prezzi pagati alle imprese spesso inferiori ai costi di produzione. Senza contare gli embarghi incrociati (in primis quello russo), le crisi di settore e l’eccesso di burocrazia. Per questo servono risposte urgenti e di prospettiva per l’agricoltura, a cui va finalmente riconosciuto un ruolo centrale e da protagonista all'interno delle dinamiche di filiera”.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Consumi e Consumatori
 
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