italiano italiano English English
01/02/2019
Largo Consumo 02/2019 - Notizia breve - pagina 125 - 1/3 di pagina - Redazione di Largo Consumo
 
 
Studi e ricerche

L’acquacoltura come soluzione ai problemi alimentari mondiali

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (“Comparative terrestrial feed and land use of an aquaculture - dominant world”) se anche una piccola parte dei consumi di carne delle persone venisse sostituita con il pesce sarebbe possibile ridurre in maniera significativa l’utilizzo del suolo e garantire una produzione più sostenibile di alimenti proteici. Pesci e altri animali acquatici sono in effetti in grado di convertire il mangime in biomassa adatta al consumo umano sulla base di una quantità di nutrimento molto inferiore rispetto agli animali terrestri. Mentre una mucca richiede circa 8 kg di mangime per fornire 1 kg di biomassa, alla maggior parte dei pesci d’allevamento sono sufficienti circa 1,2 kg per assicurare lo stesso apporto.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (“Comparative terrestrial feed and land use of an a q u a c u l t u r e - d omi n a n t world”) se anche una piccola parte dei consumi di carne delle persone venisse sostituita con il pesce sarebbe possibile ridurre in maniera significativa l’utilizzo del suolo e garantire una produzione più sostenibile di alimenti proteici. Pesci e altri animali acquatici sono in effetti in grado di convertire il mangime in biomassa adatta al consumo umano sulla base di una quantità di nutrimento molto inferiore rispetto agli animali terrestri. Mentre una mucca richiede circa 8 kg di mangime per fornire 1 kg di biomassa, alla maggior parte dei pesci d’allevamento sono sufficienti circa 1,2 kg per assicurare lo stesso apporto. I ricercatori hanno anche scoperto che, a livello di impatti su singoli Paesi, per esempio il Brasile potrebbe avere notevoli risparmi sull’uso di suolo nel 2050 grazie all’acquacoltura. Senza tener conto dei terreni destinati al pascolo, una transizione globale verso questa pratica potrebbe ridurre in media del 25% la quantità di terra destinata alla produzione di foraggio nel grande Paese latino americano pari a oltre 11 milioni di ettari in meno e il numero aumenterebbe di 12 volte considerando il pascolo. Nella direzione di un maggiore consumo di pesce si stanno comunque orientando i consumatori di tutto il mondo con una media, a livello globale, di oltre 20 kg di prodotti ittici pro-capite ogni anno e oltre tutto metà di questi prodotti proviene già dall’acquacoltura che, sempre secondo gli autori dello studio, richiede pochissimo spazio per produrre grandissime quantità di cibo.

 
 
Registrati per leggere il contenuto
 
Tag argomenti: Acquacoltura Pesce o ittici Ambiente
 
Tag citati: Pnas

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati
Ittici