12/09/2016
Largo Consumo 07-08/2016 - - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Agrumi

L’accordo tra Ue e Sudafrica penalizza i produttori agrumicoli italiani ed europei

Per Agrinsieme la rettifica dell'accordo di partenariato economico tra l’Unione europea e alcuni stati del continente africano (the SADC EPA State – Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Repubblica Sudafricana e Swaziland), attesa nei prossimi giorni, penalizzerà i produttori agrumicoli italiani ed europei.

 

Ad oggi è già previsto il libero accesso delle arance sudafricane in tutto il territorio dal primo giugno al 15 ottobre. L’accordo siglato estende tale agevolazione a tutti i Paesi firmatari e stabilisce una ulteriore dilazione temporale consentendo l’ingresso a condizioni agevolate fino al 30 novembre.

 

Questo accordo è inaccettabile – spiega Agrinsieme - visti gli effetti negativi che ne deriverebbero a carico del comparto agrumicolo. In primis a livello economico, a causa della progressiva eliminazione dei dazi in un periodo di sovrapposizione dei calendari di raccolta dei Paesi produttori dell’Ue e considerando la dinamica in crescita degli ultimi anni dell’export agrumicolo dai Paesi SADC verso l’Italia e verso l’Ue.

 

Ad aggravare questa situazione c’è poi la questione fitosanitaria. Il territorio con cui è stato siglato l’accordo, infatti, è affetto da CBS (Citrus Black Spot), fitopatia non presente in Europa, che potrebbe mettere a rischio l’agrumicoltura europea e nazionale. E questo dopo che la Commissione ha già previsto un regime di controlli minori sulle importazioni di agrumi destinati alla trasformazione, provenienti da alcuni Paesi tra cui il Sudafrica.

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Per Agrinsieme la rettifica dell'accordo di partenariato economico tra l’Unione europea e alcuni stati del continente africano (the SADC EPA State – Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Repubblica Sudafricana e Swaziland), attesa nei prossimi giorni, penalizzerà i produttori agrumicoli italiani ed europei.

 

Ad oggi è già previsto il libero accesso delle arance sudafricane in tutto il territorio dal primo giugno al 15 ottobre. L’accordo siglato estende tale agevolazione a tutti i Paesi firmatari e stabilisce una ulteriore dilazione temporale consentendo l’ingresso a condizioni agevolate fino al 30 novembre.

 

Questo accordo è inaccettabile – spiega Agrinsieme - visti gli effetti negativi che ne deriverebbero a carico del comparto agrumicolo. In primis a livello economico, a causa della progressiva eliminazione dei dazi in un periodo di sovrapposizione dei calendari di raccolta dei Paesi produttori dell’Ue e considerando la dinamica in crescita degli ultimi anni dell’export agrumicolo dai Paesi SADC verso l’Italia e verso l’Ue.

 

Ad aggravare questa situazione c’è poi la questione fitosanitaria. Il territorio con cui è stato siglato l’accordo, infatti, è affetto da CBS (Citrus Black Spot), fitopatia non presente in Europa, che potrebbe mettere a rischio l’agrumicoltura europea e nazionale. E questo dopo che la Commissione ha già previsto un regime di controlli minori sulle importazioni di agrumi destinati alla trasformazione, provenienti da alcuni Paesi tra cui il Sudafrica.

 

Agrinsieme auspica che le istituzioni nazionali ed europee trovino il modo per limitare il più possibile le conseguenze di questo accordo ed esorta ad una maggiore attenzione agli standard sanitari e fitosanitari europei che non possono essere messi in discussione da una politica commerciale comunitaria che troppo spesso trascura questi fondamentali aspetti essenziali anche per la vitalità economiche di alcuni comparti e territori.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Frutticoltura Import/Export Ortofrutta e ortofrutticoli
 
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Tag citati: Agrinsieme Cbs Citrus Black Spot Commissione Paesi Paesi SADC UE Unione Europea the SADC EPA State

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