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01/04/2016
Largo Consumo 04/2016 - Notizia breve - pagina 127 - 1/6 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Istria (Gut Distribution): "Fissare limiti troppo severi alla pubblicità nei programmi per bambini è una misura parziale e poco realistica"

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Marzia Istria, Product manager Gut Distribution

 

“Fissare limiti troppo severi alla pubblicità nei programmi per bambini non è un’idea molto corretta, o, almeno è una misura parziale e poco realistica. I nostri figli sono immersi in un mondo multimediale, dove ci sono giornali per ragazzi, siti Internet e altro. Non si vede per quale motivo un medium debba avere più paletti di altri”

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Marzia Istria, Product manager Gut Distribution

 

Se consideriamo soltanto il mondo del giocattolo, vediamo che i prodotti vanno verso una riscoperta delle dimensioni di manualità, attività e creatività: pensiamo all’interesse verso alcuni giochi in legno o nei confronti delle ‘costruzioni’ in genere. In questi casi invitare genitori e piccoli all’acquisto significa proporre beni con un elevato potere formativo.

Il problema della pubblicità diretta ai bambini potrebbe essere non tanto nei quantitativi, quanto nei contenuti, che devono essere rispettosi, invitanti, divertenti, educativi. Ma è un falso problema. A quanto vedo, anche solo come madre e telespettatrice, i messaggi rispettano praticamente sempre alti standard qualitativi.

Credo che in ogni caso sia indispensabile il ruolo regolatore svolto dai genitori: è ovvio che il bambino vorrebbe comprare un po’ di tutto. Siamo poi noi adulti che dobbiamo indirizzare le scelte verso oggetti che abbiano un valore reale. Del resto la curiosità infantile e il desiderio di acquistare si manifestano anche senza particolari sollecitazioni: bastano le vetrine dei negozi ad accendere le richieste, o il passaparola tra i bambini.

Anche la scuola può fare molto per un consumo responsabile. E queste figure – genitori e insegnanti – giocano un ruolo altrettanto rilevante in molteplici casi, dai modi di utilizzare Internet, alla corretta alimentazione, all’equilibrio fra sport e studio.

Insomma noi adulti, padri, madri, insegnanti, non facciamo altro che interpretare il nostro ruolo, prenderci le nostre responsabilità, quando diciamo un ‘sì’ un ‘no’. E’, se vogliamo, la nostra missione. Concludo aggiungendo che, in questo mondo multimediale, nel quale tutti siamo immersi, rientrano a pieno titolo i punti di vendita, a cominciare da super e ipermercati. Il licensing sui prodotti alimentari o su quelli per la scuola è molto presente e senza dubbio accompagnare un bene con i character favoriti dai ragazzi è un modo di attivare il bisogno di consumo.

 
 
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Tag argomenti: Televisione Tempo libero e Intrattenimento Pubblicità Infanzia Cartoleria e Cancelleria
 
Tag citati: Corriere della Sera, Gut Distribution, Istria Marzia, Rai

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