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06/09/2017
Largo Consumo 07-08/2017 - Notizia breve - Pubblicato online - Redazione di Largo Consumo
 
 
Ambiente

Inquinamento nemico dei pannelli solari

L’inquinamento dell’aria può ridurre fino al 25% la capacità dei pannelli solari di generare energia elettrica pulita. A dirlo è uno studio della Duke University, secondo il quale Cina, Arabia Saudita e India sono i Paesi maggiormente colpiti dal problema. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Indian Institute of Technology Gandhinagar (IITGN) e l’Università del Wisconsin, ha dimostrato che grandi quantità di inquinanti, di polveri sottili e altre nanoparticelle, contenuti nell’aria tendono rapidamente a depositarsi ovunque, compresi i pannelli solari, fino a creare uno strato di polvere dura che scherma i raggi del sole.
Il dato è stato ricavato casualmente, verificando che ogni volta i pannelli venivano puliti l’efficienza degli impianti aumentava di botto del 50%. Si è visto che pulendo tutti i pannelli solari una volta al mese la perdita della capacità degli impianti di generare [...]

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Tabella - Focus sull'India

L’inquinamento dell’aria può ridurre fino al 25% la capacità dei pannelli solari di generare energia elettrica pulita. A dirlo è uno studio della Duke University, secondo il quale Cina, Arabia Saudita e India sono i Paesi maggiormente colpiti dal problema. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Indian Institute of Technology Gandhinagar (IITGN) e l’Università del Wisconsin, ha dimostrato che grandi quantità di inquinanti, di polveri sottili e altre nanoparticelle, contenuti nell’aria tendono rapidamente a depositarsi ovunque, compresi i pannelli solari, fino a creare uno strato di polvere dura che scherma i raggi del sole.
Il dato è stato ricavato casualmente, verificando che ogni volta i pannelli venivano puliti l’efficienza degli impianti aumentava di botto del 50%. Si è visto che pulendo tutti i pannelli solari una volta al mese la perdita della capacità degli impianti di generare energia elettrica pulita diminuiva tra il 17 ed il 25%, mentre se addirittura i pannelli venivano puliti una volta ogni due mesi si arriva a perdere fino al 35% della capacità complessiva.

Nell’ultimo Rapporto di Greenpeace si leggeva che il 90% delle città indiane presenta livelli di inquinamento davvero preoccupanti. Su 168 centri urbani, ben 154 hanno registrato per l’anno 2015 un livello di inquinanti di molto superiori a quanto stabilità dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come valore massimo accettabile per la salute umana. Nuova Delhi ha una media annua di PM10 di 268 microgrammi per metro cubo, quando il limite massimo è di 60, un dato più di quattro volte superiore rispetto ai valori di legge concordati dal National Ambient Air Quality Standards del Central Pollution Control Board. In India quasi il 70% della generazione di energia elettrica è affidata al carbone, che sappiamo essere responsabile di quasi la metà delle emissioni di CO2 a livello globale e tra le principali fonti di inquinamento ambientale. La buona notizia è che il governo indiano ha annunciato quest’anno l’intenzione di investire 3 miliardi di dollari proprio in fonti energetiche rinnovabili. Qui la costruzione delle centrali a carbone dovrebbe essere fermata a partire dal 2022.

Focus sull'India                                                                                                            
Totale centri urbani 168
% di città che presentano livelli di inquinamento preoccupanti 90%
Numero di città che presentano livelli di inquinamento superiori a quanto stabilità dall'OMS nel 2015 154
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati Greenpeace

 

 
 
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Tag argomenti: Ambiente Inquinamento Energie rinnovabili
 
Tag citati: Duke University, Greenpeace, Indian Institute of Technology Gandhinagar , Organizzazione mondiale della sanità, Università del Wisconsin

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