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16/04/2019
Largo Consumo 03/2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Allevamenti

Inalca e Coldiretti, firmato un protocollo d'intesa per il benessere animale

Punta sulla qualità della carne il nuovo protocollo Inalca (Gruppo Cremonini) sul benessere animale con standard di eccellenza da applicare nei propri allevamenti e da estendere gradualmente anche ai 15 mila allevamenti italiani che riforniscono l’azienda. Grazie agli accordi di filiera avviati con Coldiretti, il protocollo avrà un impatto importante per tutto il settore delle carni bovine in Italia. L’iniziativa è frutto di un progetto biennale proamosso dalla Regione Lombardia e cofinanziato per circa un terzo da Inalca nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, in collaborazione con l’Università di Milano e la Fondazione Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia. L’attività di studio ha direttamente coinvolto anche due aziende agricole lombarde (Agricola...

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Tabella – Uso degli antibiotici nella filiera Inalca

Punta sulla qualità della carne il nuovo protocollo Inalca (Gruppo Cremonini) sul benessere animale con standard di eccellenza da applicare nei propri allevamenti e da estendere gradualmente anche ai 15 mila allevamenti italiani che riforniscono l’azienda. Grazie agli accordi di filiera avviati con Coldiretti, il protocollo avrà un impatto importante per tutto il settore delle carni bovine in Italia. L’iniziativa è frutto di un progetto biennale proamosso dalla Regione Lombardia e cofinanziato per circa un terzo da Inalca nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, in collaborazione con l’Università di Milano e la Fondazione Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia. L’attività di studio ha direttamente coinvolto anche due aziende agricole lombarde (Agricola Marchesina e Agricola Martinelli), attive nel settore bovino da ingrasso nelle province di Milano e Bergamo.
Presentando il protocollo, Luigi Scordamaglia, ad di Inalca, ha spiegato che «grazie a questo progetto, il benessere animale diventa misurabile in termini reali e concreti, offrendo dati utili per la gestione sostenibile di un allevamento di bovini da carne, un vero e proprio esempio di ciò a cui vuole tendere tutta la filiera italiana. Qui non si tratta solo del rispetto delle norme, prerequisito peraltro imprescindibile, ma dell’attivazione di uno strumento competitivo per pianificare investimenti e creare valore riconosciuto dal mercato. Il tutto per fornire risposte concrete a un consumatore che comincia finalmente a non credere alle fake news che qualcuno strumentalmente diffonde sulla carne e, sempre più consapevole ed informato, sceglie la qualità e l’italianità che solo una filiera integrata può offrire. Solo una vera alleanza di filiera potrà consentire di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi in termini di sostenibilità a 360 gradi».
Il nuovo protocollo per gli allevamenti di bovini da carne (vitelloni e scottone) supera ampiamente le prescrizioni di legge sul benessere animale e copre l’assenza di una normativa specifica sul benessere animale nell’allevamento dei bovini da carne. In particolare, il primo passo del progetto consiste nella realizzazione di una banca dati per verificare gli effettivi consumi di antibiotici e definire obiettivi di miglioramento. Inoltre, le linee guida del protocollo intervengono su tutti i fattori che influenzano il benessere dei bovini, quali la corretta gestione dello spazio per ogni animale, il microclima, l’organizzazione delle mandrie, le pratiche di biosicurezza, la nutrizione, l’igiene della lettiera, nell’intento di combinare al meglio tutti i fattori che influenzano lo stato di benessere dell’animale e con esso l’adeguata produttività dell’allevamento.
«È evidente – spiega Giovanni Sorlini, responsabile Qualità, Sicurezza e Ambiente di Inalca – che i temi del benessere animale e dell’uso prudente degli antibiotici sono usciti dalla sfera degli addetti ai lavori e intercettano sensibilità etico sociali di particolare rilevanza per il consumatore, oggi più che mai disposto a riconoscere valore, di reputazione ed economico, oltreché di salute, in questi sforzi di miglioramento della filiera produttiva. Grazie a questo progetto il tema del benessere si pone al centro della produzione zootecnica e della gestione complessiva della stalla: l’applicazione del protocollo negli allevamenti permetterà infatti di individuare i punti di forza e di debolezza dell’allevamento sul tema benessere dei bovini, definire indicatori numerici e percorsi di adeguamento, coinvolgendo aspetti di tipo strutturale e gestionale, compresa l’analisi finanziaria degli investimenti e la relativa incidenza sui costi complessivi di produzione. Una consulenza a tutto tondo effettuata da veterinari esperti che intende superare il mero aspetto del controllo per privilegiare un rapporto di partnership stabile fra i vari soggetti della filiera e promuovere percorsi di miglioramento». In definitiva, col nuovo protocollo verrà reso disponibile un innovativo strumento di analisi e gestione per migliorare il benessere degli animali e di conseguenza la loro salute.

Uso degli antibiotici nella filiera Inalca
utilizzo ridotto del 18% negli antibiotici di filiera
stima di ulteriore abbassamento entro il 2020
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati aziendali
 
 
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Tag argomenti: Carni rosse Associazioni e Consorzi Tracciabilità della Filiera Alimentazione animale
 
Tag citati: Coldiretti, Fondazione Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, Inalca, Regione Lombardia, Scordamaglia Luigi, Sorlini Giovanni, Università di Milano

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