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25/01/2020
Largo Consumo 11/2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Tracciabilità

Importazioni di legumi secchi, 3 piatti su 4 stranieri

Tre piatti di fagioli, lenticchie e ceci su quattro che si consumano in Italia sono in realtà stranieri provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare con l’utilizzo in pre-raccolta del glifosato secondo modalità vietate sul territorio nazionale. A denunciarlo è la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un inganno per i consumatori favorito dalla mancanza dell’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta. Anche per effetto della pressione degli arrivi di prodotto a basso costo e ridotta qualità, la produzione nazionale si è drasticamente ridotta, accentuando la dipendenza dall’estero, nonostante una ripresa degli ultimi anni. Basti pensare che oltre il 90% delle lenticchie consumate in Italia e protagoniste delle feste appena trascorse sono straniere, soprattutto americane e canadesi. Ma la dipendenza dalle importazioni è all’incirca della stessa percentuale anche per i fagioli, che arrivano in gran parte [...]

Nell'articolo:

  • Le importazioni di legumi secchi

Tre piatti di fagioli, lenticchie e ceci su quattro che si consumano in Italia sono in realtà stranieri provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare con l’utilizzo in pre-raccolta del glifosato secondo modalità vietate sul territorio nazionale. A denunciarlo è la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un inganno per i consumatori favorito dalla mancanza dell’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta.

Anche per effetto della pressione degli arrivi di prodotto a basso costo e ridotta qualità, la produzione nazionale si è drasticamente ridotta, accentuando la dipendenza dall’estero, nonostante una ripresa degli ultimi anni. Basti pensare che oltre il 90% delle lenticchie consumate in Italia e protagoniste delle feste appena trascorse sono straniere, soprattutto americane e canadesi.

Ma la dipendenza dalle importazioni è all’incirca della stessa percentuale anche per i fagioli, che arrivano in gran parte dall’Argentina oltre che dal Nordamerica, del 70% per i piselli e di più del 50% per i ceci. Tra i paesi che esportano i loro prodotti in Italia ci sono anche il Messico, molti paesi del Medio Oriente e la Turchia attraverso la quale avvengono spesso triangolazioni.

Un fenomeno che danneggia i produttori italiani ma anche l’ambiente e i cittadini poiché all’estero non vengono rispettate le stesse normative che vigono nel nostro Paese in materia di utilizzo di sostanze chimiche, come nel caso del glifosato, ma anche per quanto riguarda le condizioni di lavoro come per i fagioli messicani inseriti nella black list dal Ministero del Lavoro degli Stati Uniti nell’ultimo rapporto sullo sfruttamento del lavoro minorile.

“Occorre assicurare che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare la necessità di arrivare finalmente all’obbligo di indicare l’origine degli alimenti in etichetta per tutti i cibi venduti nell’Unione Europea, a partire dalla verdura, dalla frutta e dai legumi trasformati. Ma – conclude Prandini – occorre anche rivedere il meccanismo degli accordi che favoriscono l’arrivo di prodotti stranieri sulle nostre tavole dove vanno applicati tre principi fondamentali: parità delle condizioni, efficacia dei controlli, reciprocità delle norme”.

Per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy acquistando un prodotto importato secco, reidratato e poi messo in scatola, il consiglio della Coldiretti è di privilegiare legumi che esplicitamente evidenziano l’origine nazionale in etichetta o quelli in vendita direttamente dagli agricoltori, anche nei mercati di Campagna Amica, dove è garantita la provenienza.

 

Le importazioni di legumi secchi
405 milioni di chili
+46% negli ultimi dieci anni
Negli anni ‘60 le importazioni erano pari ad appena 4,5 milioni di chili, praticamente un centesimo di quelle attuali
Fonte: Istat                    Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: MADE IN ITALY Tracciabilità della Filiera Import Export Ortofrutta e ortofrutticoli Orticoltura Legumi
 
Tag citati: Coldiretti, Prandini Ettore

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