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26/07/2017
Largo Consumo 06/2017 - Notizia breve - pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Ambiente

Il riciclo di reti da pesca abbandonate sui fondali

Ogni anno vengono abbandonate negli oceani 640mila tonnellate di reti da pesca, materiali non biodegradabili che si aggiungono alle plastiche di varia dimensione e tipologia e alle microplastiche presenti nelle microfibre dei tessuti in poliestere e in detergenti e cosmetici. Una minaccia non solo per la vita della fauna marina ma anche per la catena alimentare umana. Il progetto Net-work nasce con la finalità di ridurre il fenomeno e coinvolge 4 soggetti: La Zoocological Society of London (ZSL), Interface, un produttore di pavimentazioni tessili, un’organizzazione di micro finanza etica (NWTF) e Aquafil, azienda italiana produttrice di poliammide che ha avviato un impianto in Slovenia per [...]

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- I risultati dei progetti

Ogni anno vengono abbandonate negli oceani 640mila tonnellate di reti da pesca, materiali non biodegradabili che si aggiungono alle plastiche di varia dimensione e tipologia e alle microplastiche presenti nelle microfibre dei tessuti in poliestere e in detergenti e cosmetici. Una minaccia non solo per la vita della fauna marina ma anche per la catena alimentare umana.

Il progetto Net-work nasce con la finalità di ridurre il fenomeno e coinvolge 4 soggetti: La Zoocological Society of London (ZSL), Interface, un produttore di pavimentazioni tessili, un’organizzazione di micro finanza etica (NWTF) e Aquafil, azienda italiana produttrice di poliammide che ha avviato un impianto in Slovenia per il riciclo delle reti da pesca. Il progetto prevede la raccolta delle reti abbandonate, la loro preparazione per la spedizione, il conferimento dei materiali in Slovenia dove avviene il riciclo e il riuso del filato in tappeti e moquette.

Due le ricadute importanti: la prima ambientale. Togliere dai fondali reti abbandonate contribuisce a ristabilire equilibri ambientali alterati. Inoltre il processo di riciclo, per quanto impattante per i consumi energetici richiesti, consente di evitare l’utilizzo di materia prima vergine non rinnovabile. La seconda conseguenza positiva riguarda le comunità locali coinvolte in quanto i pescatori impegnati in questo processo ricevono un contributo economico.

Un’altra esperienza riguarda Healthy Seas, joint venture nata allo scopo di raccogliere nel mare Adriatico, nel Mediterraneo e in mari del Nord reti da pesca da riciclare. L’associazione contempla tra i partner, oltre a Aquafil, le imprese italiane Carvico e Jersey Lomellina. Anche in questo caso il recupero è affidato a comunità locali di pescatori che, per quanto riguarda la sponda italiana operano a Ancona, Cattolica, Molfetta.

 

I RISULTATI DEI PROGETTI                                                       
Progetto Net-work: il risultato concreto dell’operazione è quantificato in 125 tonnellate di materiale raccolto dal 2012
Healthy Seas: complessivamente il progetto ha consentito il riciclo di 203 tonnellate di reti da pesca negli ultimi 3 anni
Fonte: Elaborazione Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Ambiente Inquinamento Riciclo e recupero
 
Tag citati: Aquafil, Carvico, Healthy Seas, Interface, Jersey Lomellina, La Zoocological Society of London, Network, NWTF, ZSL

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