05/02/2016
Largo Consumo 01/2016 - - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Olio di oliva

Il punto sull’import

Dalle elaborazioni Ismea su dati Istat relativi ai primi 10 mesi del 2015 emerge che è cresciuto il ruolo di Grecia e Tunisia tra i Paesi fornitori di olio di oliva dell’Italia, con un quantitativo importato di cinque volte superiore rispetto al 2014. Alla base di questa dinamica il dimezzamento deg [...] Leggi tutto

Dalle elaborazioni Ismea su dati Istat relativi ai primi 10 mesi del 2015 emerge che è cresciuto il ruolo di Grecia e Tunisia tra i Paesi fornitori di olio di oliva dell’Italia, con un quantitativo importato di cinque volte superiore rispetto al 2014. Alla base di questa dinamica il dimezzamento degli acquisti dalla Spagna, scesi a 260 mila tonnellate (rispetto alle 466 nel periodo gennaio – ottobre 2014), a causa di una scarsa disponibilità della campagna 2014-2015.

 

Nonostante l’incremento degli arrivi dai partner commerciali del Mediterraneo - oltre a Grecia e Tunisia anche i conferimenti dal Marocco sono impennati del 200% - l’import italiano nel periodo in esame si è attestato a 484 mila tonnellate, l’8% in meno sui primi 10 mesi del 2014. Le importazioni in valore al contrario hanno registrato un balzo in avanti del 37% di riflesso all’aumento medio dei listini, che hanno risentito inevitabilmente del deficit di prodotto immesso nei circuiti commerciali internazionali.

 

Un andamento, sottolinea l’Ismea, destinato ad attenuarsi nel 2015 e probabilmente ad invertirsi nel corso del 2016, considerata l’abbondante produzione di quest’anno dei primi due player mondiali, Italia e Spagna.

 

In base alle ultime ricognizioni dell’Istituto effettuate a gennaio e ai dati delle dichiarazioni dei frantoi, si evince infatti un forte incremento produttivo per l’Oliveto Italia che dalle 222 mila tonnellate della scorsa campagna potrebbe arrivare quest’anno a una produzione superiore a 380 mila (+70%).

 

Per chiudere, da considerare anche, sottolinea l’Ismea, che la produzione olivicola tunisina, in base alle ultime stime Coi, potrebbe risultare più che dimezzata nel 2016 rispetto alle 340 mila registrate nella campagna precedente.

 

È in questo contesto che si collocherebbe il contingente di 35 mila tonnellate a dazio zero di olio proveniente dalla Tunisia e che potrebbe entrare nel mercato comunitario dopo il via libera di Bruxelles. 

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Import/Export Olio
 
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Tag citati: Coi Ismea Istat Oliveto Italia Paesi

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