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01/03/2016
Largo Consumo 03/2016 - Notizia breve - pagina 83 - 1/7 di pagina - Redazione di Largo Consumo
 
 

Il grande affare del cosmetico halal

L’interesse verso i prodotti della cosmetica halal certificata secondo i requisiti imposti dalla fede islamica, una volta di appannaggio di brand di nicchia, coinvolge multinazionali del beauty, le quali intuiscono dal trend nuove opportunità di business. E’ la conseguenza di una crescita dei consumi che, da quanto riferisce Businessoffashion.com, ha raggiunto i 23,4 miliardi di dollari a livello internazionale, con proiezioni al 2020 che indicano una cifra pari a 45 miliardi di dollari.

L’interesse verso i prodotti della cosmetica halal, cioè formulata e certificata secondo i requisiti imposti dalla fede islamica, una volta di appannaggio esclusivo di brand di nicchia, coinvolge ormai anche il mondo delle multinazionali del beauty, le quali intuiscono dal trend nuove opportunità di business. E’ la conseguenza di una crescita dei consumi che, da quanto riferisce Businessoffashion.com, ha raggiunto i 23,4 miliardi di dollari a livello internazionale, con proiezioni al 2020 che indicano una cifra pari a 45 miliardi di dollari, per un progressivo annuo del 14,3%, secondo le elaborazioni della società di ricerche Technavio. Tra i “big” del settore che si stanno già impegnando su questo fronte, ci sono per esempio Shiseido, che ha introdotto l’halal in Vietnam e Malesia, Estée Lauder con diversi prodotti e Colgate Palmolive per gli articoli oral-care.

 
 
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Tag argomenti: Cosmesi Igiene persona o toiletries
 
Tag citati: Businessoffashion.com, Colgate-Palmolive, Estee Lauder, Shiseido, Technavio

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