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09/03/2020
Largo Consumo 01/2020 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Vino

Il Brunello di Montalcino nel mirino delle multinazionali

Il Brunello di Montalcino attrae sempre più l’attenzione di gruppi finanziari ed multinazionali che vogliono investire in questo segmento dell’enologia toscana, dove il valore dei vigneti – secondo stime di WineNews – supera ormai il milione di euro a ettaro. Nel 2017 era sbarcato a Montalcino il gruppo francese EPI della famigla Descours che aveva acquisito la Tenuta Greppo Biondi Santi, cantina dove è nato nell’Ottocento il Brunello di Montalcino. Sempre nel 2017 Il gruppo belga Atlas Invest aveva acquisito dalla famiglia Gloder il Brunello a marchio Poggio Antico. In precedenza, un altro importante gruppo argentino, l’ABFV (Alejandro Bulgheroni Family Vineyards) aveva avviato importanti investimenti nella zona di Montalcino con l’acquisizione di Poggio Landi (storico podere della Fattoria de Barbi) e di Podere Brizio (già dell’imprenditore bresciano Roberto Bellini). Adesso è la multinazionale del lusso Lvmh che sta valutando degli investimenti sul Brunello. Secondo le indiscrezioni pubblicate da winenews, il colosso francese, che già detiene [...]

Nell'articolo:

  • Castello Banfi in cifre

Il Brunello di Montalcino attrae sempre più l’attenzione di gruppi finanziari ed multinazionali che vogliono investire in questo segmento dell’enologia toscana, dove il valore dei vigneti – secondo stime di WineNews – supera ormai il milione di euro a ettaro.

Nel 2017 era sbarcato a Montalcino il gruppo francese EPI della famigla Descours che aveva acquisito la Tenuta Greppo Biondi Santi, cantina dove è nato nell’Ottocento il Brunello di Montalcino. Sempre nel 2017 Il gruppo belga Atlas Invest aveva acquisito dalla famiglia Gloder il Brunello a marchio Poggio Antico.

In precedenza, un altro importante gruppo argentino, l’ABFV (Alejandro Bulgheroni Family Vineyards) aveva avviato importanti investimenti nella zona di Montalcino con l’acquisizione di Poggio Landi (storico podere della Fattoria de Barbi) e di Podere Brizio (già dell’imprenditore bresciano Roberto Bellini).

Adesso è la multinazionale del lusso Lvmh che sta valutando degli investimenti sul Brunello. Secondo le indiscrezioni pubblicate da winenews, il colosso francese, che già detiene importanti aziende di champagne (Moët & Chandon, Krug, Dom Perignon, Veuve Clicquot), di vini top francesi (Château d’Yquem), oltre ai cognac Hennesy, è in trattativa per l’acquisto di Castello Banfi, leader del territorio fondamentale per lo sviluppo di tutto il mercato del Brunello, soprattutto negli Usa.

 

Castello Banfi in cifre (2018)
900 ettari a vigneto (di cui 173 a Brunello)
Fatturato di 68 milioni di euro
Utile netto di 2,2 milioni di euro
Fonte: Dati aziendali   Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Vino Merger e Acquisition
 
Tag citati: ABFV, Alejandro Bulgheroni Family Vineyards, Atlas Invest, Castello Banfi, Château d’Yquem, Descours, Dom Pérignon, Epi, Fattoria de Barbi, Gloder, Hennesy, Krug, Lvmh, Moet & Chandon, Podere Brizio, Poggio Antico, Poggio Landi, Roberto Bellini, Tenuta Greppo Biondi Santi, Veuve Clicquot, Wine News

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