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02/05/2017
Largo Consumo 05/2017 - Approfondimento - pagina 112 - 1 pagina - Torchiani Gianluigi
 
 
Approfondimento: Nucleare

I riflessi sui costi dello stop francese

L'Italia, come noto, a seguito del referendum del 1986 ha deciso di abbandonare del tutto la produzione di elettricità da nucleare. Anche il tentativo del Governo Berlusconi di reintrodurre questa tecnologia naufragò definitivamente nel 2011 per effetto dell’incidente alla centrale giapponese di Fukushima. Questo però non significa che l’atomo non abbia più il suo peso nel mix elettrico nazionale. Infatti, una limitata quota del fabbisogno nazionale (circa il 15%) viene importata dall’estero, in particolare dalla Francia, dove il nucleare la fa ancora da padrone. Il motivo di questo import non è legato a una carenza produttiva interna quanto a una convenienza in termini di prezzo, che fa sì che, in determinati orari e momenti, per società energetiche, trader e grossisti, sia più conveniente acquistare Mwh dalle centrali francesi piuttosto che da quelle italiane.

 
 
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Tag argomenti: Energia Energie rinnovabili
 
Tag citati: Areva, Asn, Assoelettrica, Autorità, Autorità di sicurezza nucleare, Borsa elettrica italiana, Bugey 4, EdF, Epr, Gestore dei mercati energetici, Gme, Governo Berlusconi, Gravelines 2, MWh, Nomisma Energia, Paesi, Pun, Tricastin 1, 2 e 4

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