italiano italiano English English
03/06/2019
Largo Consumo 06/2019 - Notizia breve - 1/3 di pagina - Estrapolazione - Mele Marialetizia - Garosci Armando
 
 
I Forum di Largo Consumo: Retail marketing

Humana Italia: una customer experience da migliorare

Humana Italia è una divisione di DMK Group, cooperativa tedesca dairy based che fattura globalmente quasi 6 miliardi di euro; in Italia il fatturato è di circa 80 milioni di euro tra baby food, integratori alimentari per la fascia d’età da 0 a 3 anni e baby care. Nella riflessione sul ruolo del punto di vendita nella grande distribuzione, Andrea Amicone, direttore commerciale di Humana Italia, porta l’esempio delle sanitarie: spazi di piccole dimensioni, non oltre i 400 mq, che vendono tutti i prodotti per bambini e hanno una sorta di personal shopper che guida il consumatore, in genere la mamma, attraverso un’esperienza che risulta premiante per le vendite, perché spinge all’acquisto di impulso su prodotti correlati. Anche il baby store, aggiunge Amicone, permette un presidio attivo del punto di vendita e – in occasioni promozionali – una relazione con il consumatore vicina alle esperienze degli ipermercati degli anni Novanta. L’interazione con il consumatore è ovviamente evoluta anche nelle farmacie, altro canale distributivo per il baby food, con professionisti capaci di accompagnare il consumatore nell’acquisto e di indirizzarlo anche nella situazione di necessità. Questo aspetto esperienziale manca ancora nella grande distribuzione, che dovrebbe invece trarne spunto per migliorare la customer experience.

Humana Italia è una divisione di DMK Group, cooperativa tedesca dairy based che fattura globalmente quasi 6 miliardi di euro; in Italia il fatturato è di circa 80 milioni di euro tra baby food, integratori alimentari per la fascia d’età da 0 a 3 anni e baby care. Nella riflessione sul ruolo del punto di vendita nella grande distribuzione, Andrea Amicone, direttore commerciale di Humana Italia, porta l’esempio delle sanitarie: spazi di piccole dimensioni, non oltre i 400 mq, che vendono tutti i prodotti per bambini e hanno una sorta di personal shopper che guida il consumatore, in genere la mamma, attraverso un’esperienza che risulta premiante per le vendite, perché spinge all’acquisto di impulso su prodotti correlati. Anche il baby store, aggiunge Amicone, permette un presidio attivo del punto di vendita e – in occasioni promozionali – una relazione con il consumatore vicina alle esperienze degli ipermercati degli anni Novanta. L’interazione con il consumatore è ovviamente evoluta anche nelle farmacie, altro canale distributivo per il baby food, con professionisti capaci di accompagnare il consumatore nell’acquisto e di indirizzarlo anche nella situazione di necessità. Questo aspetto esperienziale manca ancora nella grande distribuzione, che dovrebbe invece trarne spunto per migliorare la customer experience.

Questa è un'estrapolazione: Leggi il contenuto editoriale integrale

 
 
Registrati per leggere il contenuto
 
Tag argomenti: Estrapolazione Alimenti per l´infanzia Infanzia
 
Tag citati: Amicone Andrea, DMK Group, Humana Italia

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati