01/02/2016
Largo Consumo 02/2016 - pagina 99 - Notizia breve - 1/6 di pagina
 
 

Glifosato sotto accusa

Il glifosato, uno dei più comuni e diffusi diserbanti impiegati in agricoltura, è al centro in questo periodo di forti polemiche. Le accuse, rimbalzate di recente anche sulla rete tramite petizioni rivolte agli utenti del web, riguardano il supposto rischio di questa sostanza di essere cancerogena. [...] Leggi tutto

Il glifosato, uno dei più comuni e diffusi diserbanti impiegati in agricoltura, è al centro in questo periodo di forti polemiche. Le accuse, rimbalzate di recente anche sulla rete tramite petizioni rivolte agli utenti del web, riguardano il supposto rischio di questa sostanza di essere cancerogena. Di qui la posizione del Tavolo delle 31 associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica firmatarie della campagna “STOP Glifosato”, partita su iniziativa di AIAB e FIRAB, sintetizzata nella dichiarazione: “Prima di decidere se mantenere il glifosato nell’elenco Ue delle sostanze attive approvate, è necessario che si faccia chiarezza. In mezzo alle due posizioni opposte dell’EFSA e dello IARC c’è infatti la salute dei cittadini”. Il chiarimento nel merito è la notizia che l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha dichiarato il glifosato non cancerogeno per l’uomo: una conclusione destinata a pesare sulla decisione della Commissione se mantenere il pesticida nell’elenco delle sostanze approvate. Sull’altro piatto della bilancia vi è però il parere dell’agenzia per la ricerca sul cancro (IARC) dell’OMS che ne ha invece decretata la cancerogenità. A questa differente impostazione si è rifatto il Tavolo ambientalista inviando una lettera al Governo italiano per chiedere di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari produttivi che lo prevedono e di escludere le aziende che ne fanno uso da qualsiasi premi previsto nei PSR. La lettera peraltro, citando uno studio pubblicato su The Lancet Oncology secondo cui, a seguito di 3 anni di ricerche coordinate da 17 esperti in 11 Paesi, sarebbe risultata una forte correlazione tra esposizione al glifosato e linfoma non-Hodgkin, oltre a già noti aumenti di ricorrenza di leucemie infantili e malattie neurovegetative, in particolare Parkinson, precisa che già dagli anni Ottanta il glifosato è anche classificato come interferente endocrino e che, negli ultimi anni, avrebbe rivelato una serie di gravi rischi tra i quali una “forte correlazione con l’insorgenza della celiachia” (studi del MIT, 2013-2014). Il diffuso utilizzo in agricoltura del glifosato, presente in 750 formulati, dipende, oltre che dall’efficacia della sua azione diserbante, anche dalla sua penetrazione minima nel terreno limitando così la necessità di dissodarlo più in profondità. Tra i capi di accusa indicati dagli ambientalisti vi è però anche il collegamento con gli OGM di mais, soia e cotone il cui DNA è stato manipolato proprio per resistere ai suoi effetti.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Agricoltura Salute, Sanità e Benessere Tracciabilità della Filiera
 
Leggi tutto
Contenuto fruibile tramite registrazione
Tag citati: Aiab Autorità europea per la sicurezza alimentare Commissione Dna Efsa FIRAB Governo Italiano Iarc Mit O.M.S. Ogm Paesi Parkinson Psr Tavolo ambientalista The Lancet Oncology UE “STOP Glifosato”

Notizie correlate

Percorsi di lettura correlati