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20/08/2018
Largo Consumo 07-08/2018 - Approfondimento - pagina 28 - 1 pagina - Greguoli Venini Irene
 
 
Piattaforme pubblicitarie

Gli altolà di Unilever

Sul web servono più qualità, trasparenza e un maggior controllo dei contenuti violenti e delle fake news, altrimenti le piattaforme come Facebook e Google rischiano di veder sparire la pubblicità da parte degli investitori, che non intendono perdere la fiducia dei consumatori. A dare un segnale chiaro in questa direzione è stato uno dei maggiori inserzionisti al mondo, Unilever. La multinazionale pochi mesi fa ha infatti dichiarato di essere pronta a smettere di investire nella pubblicità sulle piattaforme tecnologiche che non si impegneranno di più nella lotta ai contenuti violenti, divisivi, che promuovo rabbia e odio e alle fake news. In occasione della conferenza dell’Interactive advertising bureau, summit della pubblicità digitale che si è tenuto a febbraio scorso in California, il direttoremarketing del gigante...


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Tag argomenti: Pubblicità Etica Internet Comunicazione
 
Tag citati: Algida, Calvè, Cambridge analytica, Cif, Coccolino, Dove, Facebook, Google, Interactive advertising bureau, Knorr, Lipton, Pritchard Marc, Procter&Gamble, Svelto, Unilever, Weed Keith, Youtube, Zuckerberg Mark

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