02/05/2017
Largo Consumo 05/2017 - Notizia breve - pagina 120 - 1/4 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Gandolfi (Carrefour Property): "L'immobilismo urbanistico spesso collide con il dinamismo del commercio; ma può non essere così"

Il Tar del Piemonte, con sentenza 612/2016, ha confermato la legittimità di una delibera del Comune di Asti che vietava l’apertura di nuovi centri commerciali a tutela dell’ambiente urbano rappresentato dal cosiddetto “commercio di qualità”, espressione dei valori socio culturali e delle tradizioni di una comunità.

Alle limitazioni urbanistiche che già insistono sulle attività commerciali, a tutela della salute e dell’ambiente, la sentenza piemontese ha aggiunto, ufficializzandola, anche la tutela dell’ambiente urbano?

Risponde

Dino Gandolfi, Amministratore delegato di Carrefour Property e Direttore attivi

 

“Il recupero di moltissimi spazi non è decollato per il timore di andare a ledere equilibri architettonici e storici, reali o presunti. Una forma di immobilismo che non si può facilmente conciliare con il commercio che è vitalità, traffico, movimento e che, per questo, avrebbe bisogno di una certa flessibilità edilizia, che, comprendesse, già a priori, possibili ampliamenti o comunque trasformazioni”

Il Tar del Piemonte, con sentenza 612/2016, ha confermato la legittimità di una delibera del Comune di Asti che vietava l’apertura di nuovi centri commerciali a tutela dell’ambiente urbano rappresentato dal cosiddetto “commercio di qualità”, espressione dei valori socio culturali e delle tradizioni di una comunità.

Alle limitazioni urbanistiche che già insistono sulle attività commerciali, a tutela della salute e dell’ambiente, la sentenza piemontese ha aggiunto, ufficializzandola, anche la tutela dell’ambiente urbano?

Risponde

Dino Gandolfi, Amministratore delegato di Carrefour Property e Direttore attivi

 

In Italia lo scarsissimo livello di reimpiego di spazi urbani dismessi o comunque inutilizzati, in zone anche centrali o semicentrali, può essere visto sia come un ritardo, sia come un’opportunità. I cambiamenti degli stili alimentari, con la crescente attenzione alle specialità locali, regionali, e, più in generale, ai prodotti di eccellenza, lasciano intravvedere possibili convergenze di interessi fra lo sviluppo del commercio, da un lato, e la necessità di riqualificare location di un certo prestigio, dall’altro.

Questo in teoria, perché poi, in pratica, non esistono ancora regole precise su simili realizzazioni. Gli operatori più dinamici e innovativi devono muoversi in un clima di incertezza, contrassegnato da particolarità regionali. Del resto sarebbe utopistico pensare a un testo unico, visto che ogni realtà locale ha bisogni e caratteristiche proprie. Se questo ha un senso, risulta più difficile rassegnarsi al fatto che i piani regolatori vengano cambiati spesso, insieme alle autorizzazioni necessarie per le differenti metrature, con il risultato che non ci si muove lungo una linea retta, ma su una curva che ondeggia pericolosamente. Aggiungo che il recupero di moltissimi spazi non è decollato per il timore di andare a ledere equilibri architettonici e storici, reali o presunti. Una forma di immobilismo che non si può facilmente conciliare con il commercio che è vitalità, traffico, movimento e che, per questo, avrebbe bisogno di una certa flessibilità edilizia, che comprendesse già a priori possibili ampliamenti o comunque trasformazioni. Come Carrefour abbiamo vissuto un’interessante esperienza realizzando, a Palma diMaiorca, uno spaccio commerciale conviviale, dove si incontrano la bellezza del luogo, la tradizione, la vendita, la ristorazione e il divertimento. Sono progetti che danno molta soddisfazione, ma che, ripeto, nel nostro Paese sono stati frenati, per riemergere, con un curioso tempismo, proprio in un momento in cui la domanda è più sensibile.Alcune realizzazioni, anche molto importanti, come il progetto di Fico EatalyWorld di Bologna, o l’insediamento di Dfs nell’antico Fondaco dei Tedeschi di Venezia, ci porterebbero a dire che le cose stanno cambiando, ma questo non significa che il percorso sia facile. Al contrario anche il semplice ampliamento del parcheggio di un centro commerciale, specie se esso si trova in città, presenta complicazioni che un non addetto ai lavori stenta a immaginare.

 
 
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Tag citati: Tar del Piemonte, sentenza 612/2016, Comune di Asti, Gandolfi Dino, Carrefour Property, Carrefour, Fico Eataly World di Bologna, Dfs, Fondaco dei Tedeschi di Venezia

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