12/11/2015
Largo Consumo 10/2015 - - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line
 
 
Contraffazione

Frode del falso olio d'oliva extravergine

«La frode sulla quale sta indagando la Procura di Torino che riguarda la vendita del falso olio extravergine di oliva è un ulteriore richiamo alla necessità di moralizzare il settore e di fare pulizia di tutti quegli operatori che mettono in atto comportamenti commerciali illegittimi, truffaldini, i [...] Leggi tutto

«La frode sulla quale sta indagando la Procura di Torino che riguarda la vendita del falso olio extravergine di oliva è un ulteriore richiamo alla necessità di moralizzare il settore e di fare pulizia di tutti quegli operatori che mettono in atto comportamenti commerciali illegittimi, truffaldini, irresponsabili e dagli effetti economici e di immagine devastanti per gli olivicoltori italiani». Così Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, ha commentato la notizia della iscrizione nel registro degli indagati di alcuni rappresentanti legali di importanti aziende industriali attive nel settore della produzione e commercializzazione dell’olio di oliva.

 

«La piaga della contraffazione e delle frodi sta determinando delle gravi conseguenze per gli olivicoltori italiani, sottoposti ad un processo di concorrenza non solo sleale, ma anche delittuosa», ha sottolineato Sicolo. «Alla lunga, questo andazzo porta al declino del nostro settore e all'abbandono dell'attività da parte dei produttori onesti che non hanno armi per difendersi. Noi di CNO siamo in prima linea nel combattere queste operazioni di raggiro, rivolte non solo nei confronti dei produttori, ma chiaramente anche degli ignari consumatori».

 

«L’indagine in corso è il frutto di un lavoro intelligente, perseverante e coraggioso del Procuratore Guariniello, dei carabinieri del Nas di Torino e delle Agenzie delle Dogane e dei Monopoli, ai quali esprimo la gratitudine e l’apprezzamento a nome degli olivicoltori rappresentati da CNO. Vorrei evidenziare, inoltre, la necessità di  mettere in campo altre iniziative per debellare tali fenomeni. Mi riferisco in particolare ad una campagna di sensibilizzazione dei consumatori e dei responsabili di acquisto, i quali devono essere messi in condizioni di riconoscere l’autentico olio extravergine di oliva italiano. È anche arrivato il momento di rendere più selettiva la classificazione degli oli di oliva. Ho infatti proposto in sede internazionale di abbassare a 0,5 il limite massimo di acidità per l’olio extravergine».

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Contraffazioni Crimine e malavita Olio Tracciabilità della Filiera
 
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Tag citati: Agenzie delle Dogane e dei Monopoli Cno Consorzio Nazionale degli Olivicoltori Nas di Torino Procura di Torino Procuratore Guariniello Sicolo Gennaro

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