01/10/2015
Largo Consumo 10/2015 - pagina 136 - Notizia breve - 1/4 di pagina
 
 
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Finzi (Astraricerche): «L’eccezionale allungamento della vita media ha avuto, lo spostamento in avanti della cessazione dell’autonomia personale»

Secondo la Ragioneria dello Stato, chi andrà in pensione dal 2020 in poi disporrà di una cifra assai ridotta rispetto a chi ha lasciato il lavoro nel decennio precedente e secondo il Censis la “generazione millenials”, che andrà in pensione nel 2050, non avrà più di 500 euro netti mensili. Quale nuo [...] Leggi tutto

Secondo la Ragioneria dello Stato, chi andrà in pensione dal 2020 in poi disporrà di una cifra assai ridotta rispetto a chi ha lasciato il lavoro nel decennio precedente e secondo il Censis la “generazione millenials”, che andrà in pensione nel 2050, non avrà più di 500 euro netti mensili. Quale nuovo tipo di grande distribuzione ci attende a fronte di una minore capacità di spesa da parte di una larga fascia di popolazione?  

Risponde Enrico Finzi, giornalista e Presidente AstraRicerche

“I cosiddetti ‘nuovi vecchi’, 65-80 anni, sono in realtà, oggi, dei post adulti, ossia degli adulti un po’ più anziani. Godono ancora di buona salute, di autonomia personale, sia mentale che fisica. E’ solo dopo gli 80 che, salvo felici eccezioni, si inerpica la curva del vero invecchiamento e scatta il bisogno di aiuto.

“In dati quantitativi l’invecchiamento della popolazione è stato davvero clamoroso: nel censimento del 1901 la vita media era di 46 anni e noi l’abbiamo quasi duplicata in poco più di un secolo. L’eccezionale allungamento ha avuto, come ulteriore lato positivo, lo spostamento in avanti della cessazione dell’autonomia personale. Il grosso, dunque, del nostro esercito della terza età è formato da persone che hanno vissuto la rivoluzione dei consumi di massa, con un forte peso di donne evolute e moderne. Non ci saranno, per questi nuovi senior, post adulti, rivoluzioni particolari a livello di distribuzione di beni e servizi, in quanto sono persone già culturalmente preparate.

“Non è vero quello che si dice sugli anziani come target privilegiato dei punti di vendita di vicinato: è il mondo che va verso i punti di vendita di vicinato. L’immagine dell’anziano, povero, fiaccato, che va solo alla superette sotto casa non corrisponde più alla realtà, se non per fasce molto marginali.

“Aggiungo che l’acquisto a distanza, inteso soprattutto come e-commerce e raccolta di informazioni relative ai migliori prezzi e ai migliori luoghi di spesa, sempre più sta prendendo e prenderà piede tra le fasce post adulte. Il problema dunque di soluzioni di prodotto e commerciali studiate appositamente per le persone anziane non si pone, o si pone davvero poco, a meno che, ripeto, non ci si addentri oltre gli 80 anni. Qui sì alcuni servizi sono graditi e, in parte, essenziali, per via del peso e dell’ingombro delle merci. Penso alla consegna a domicilio: ma il discorso è quello che si applica a tutta la Gdo. Non tanto, o non solo, prodotti nuovi, ma soprattutto servizi nuovi.

“Il grosso degli ulta ottantenni è vedovo e spesso vive solo. Dunque ci vogliono porzioni più piccole ed etichette facilmente leggibili. Ci sono varie soluzioni futuribili: si parla spesso di una figura di “officer” degli acquisti, che compra in conto terzi. Che sia un assistente sociale, o un piccolo imprenditore autonomo, può davvero rendersi indispensabile in zone con buona concentrazione di ultra ottantenni.

“Detto questo, che è però valido per fasce di età ristrette, più passa il tempo, più si riduce la specificità della condizione di anziano. Togliamoci dunque la polvere dagli occhi: la terza età è molto meno peculiare di quanto si creda”.

 

 
Autore: Salomone Luca
 
Tag argomenti: Anziani Consumi e Consumatori
 
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Tag citati: Astra Ricerche Finzi Enrico

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