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23/07/2018
Largo Consumo 06/2018 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Made in Italy

Eurispes, Unione Coltivatori Italiani e Universitas Mercatorum: costituito l’Osservatorio su Cibi, Produzione e Territori

Il Presidente dell’Eurispes, Prof. Gian Maria Fara, ed il Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani, Dott. Mario Serpillo, hanno siglato un accordo di collaborazione pluriennale per la costituzione dell’Osservatorio permanente su Cibi, Produzione e Territori, al quale ha aderito l’Universitas Mercatorum. L’Osservatorio si avvale di un Comitato Scientifico, presieduto dal Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum ed economista agrario, Prof. Giovanni Cannata, e diretto dal Prof. Alberto Mattiacci, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza Università di Roma. All’Osservatorio partecipano, altresì, esponenti autorevoli del mondo della produzione agricola e alimentare e della tutela del territorio. Dal ritorno alla terra da parte dei giovani, alla trasformazione delle abitudini alimentari e alle ripercussioni della crisi sull’alimentazione, dalla [...]

Nell'articolo:

  • Le scelte degli italiani in materia di cibo e alimentazione

Il Presidente dell’Eurispes, Prof. Gian Maria Fara, ed il Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani, Dott. Mario Serpillo, hanno siglato un accordo di collaborazione pluriennale per la costituzione dell’Osservatorio permanente su Cibi, Produzione e Territori, al quale ha aderito l’Universitas Mercatorum. L’Osservatorio si avvale di un Comitato Scientifico, presieduto dal Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum ed economista agrario, Prof. Giovanni Cannata, e diretto dal Prof. Alberto Mattiacci, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza Università di Roma. All’Osservatorio partecipano, altresì, esponenti autorevoli del mondo della produzione agricola e alimentare e della tutela del territorio.

Dal ritorno alla terra da parte dei giovani, alla trasformazione delle abitudini alimentari e alle ripercussioni della crisi sull’alimentazione, dalla tutela dei marchi e delle espressioni del territorio ai problemi legati alla produzione e al rapporto con i diversi anelli della filiera, dalla crescita del biologico alla lotta alle truffe e agli sprechi. Sono alcuni dei temi che l’Osservatorio analizzerà attraverso indagini e riflessioni, con l’obiettivo di offrire soluzioni e proporsi come strumento di lavoro utile per gli addetti ai lavori, le Istituzioni e il sistema dell’informazione.

Le abitudini degli italiani sono cambiate, si impongono nuove tendenze alimentari e la popolazione è sempre più orientata verso uno stile di vita sano. La qualità della vita di un Paese e di un territorio è direttamente legata alla qualità del cibo di cui si nutre chi vi abita. Questo perché il cibo consumato incide sulla salute umana, ma non solo: la sua qualità dipende dalle condizioni del suolo e dell’ambiente in cui viene prodotto, ed il suo stesso processo produttivo può inquinare non solo i terreni e le falde acquifere delle aree agricole da cui proviene, ma anche le città nelle quali si generano scarti alimentari e da imballaggio. Il cibo è anche un buon indicatore delle disuguaglianze sociali, per le condizioni che ne regolano l’accesso sul mercato o per il mancato rispetto dei diritti di chi lavora alla sua produzione. Tuttavia, benché il 2018 sia l’anno del cibo, finora ben poco è stato fatto di concreto per celebrarlo.

Per Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes: «Lo studio dell’alimentazione, la sua analisi economica, ma anche storico-economica e storico-culturale, rappresentano un punto di osservazione privilegiato per aiutare a comprendere parte degli assetti politici e istituzionali, economici e sociali, dell’Italia di oggi, inserita in un àmbito europeo e mondiale sempre più complesso. In considerazione di ciò, nell’Anno del cibo italiano, l’Eurispes e l’Uci hanno deciso di costituire l’Osservatorio su cibi, produzione e territori».

Secondo Mario Serpillo, Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani: «L’Osservatorio si pone una grande ambizione: quella di svelare le contraddizioni e i paradossi di una realtà, come quella italiana, punto di riferimento per le eccellenze agroalimentari e per il grande patrimonio di valori racchiusi nel suo territorio. Al contempo, sarà lo strumento per valorizzare e tutelare le nostre eccellenze. L’Osservatorio vuole riflettere, indicando le soluzioni, sulle grandi contraddizioni che diventano ostacolo all’espressione migliore delle produzioni del Made in Italy».

Il Presidente dell’Osservatorio, il prof. Giovanni Cannata spiega: «L’Osservatorio vuole rappresentare un punto di osservazione, studio e analisi delle trasformazioni che riguardano l’agricoltura, le produzioni e i sistemi agroalimentari, indagando i complessi rapporti con i processi sociali ed economici sottostanti con una spiccata sensibilità territoriale. L’Osservatorio, integrando ricerca scientifica ad analisi economico-sociale mira a proporre al dibattito pubblico studi e indagini sul rapporto tra cibi e territori».

Aggiunge Alberto Mattiacci, Direttore dell’Osservatorio: «Il cibo italiano significa tanti elementi dal sapore speciale ‒ materia prima, prodotto, stile di cucina e di vita/consumo. Ciascuno basa il proprio valore speciale su una condizione che deve essere rispettata: la genesi italiana. È qui che si intrecciano le vicende di tutti: terra e territori, tradizioni e produzioni, strategie e aziende, imprenditori e lavoratori, consumatori e commercianti. Attraverso il cibo il Paese produce Italia, presenta Italia, vende e fa conoscere Italia. È un valore maggiore della sua somma e occorre mantenerne vive e  vitali la conoscenza e consapevolezza».

 

Le scelte degli italiani in materia di cibo e alimentazione
Il 43,7% spende di più per i prodotti alimentari e il 42,3%, ritiene imprescindibile l’acquisto di prodotti alimentari di qualità
3 italiani su 4 prediligono prodotti Made in Italy
Il 75,4% controlla l’etichettatura e la provenienza degli alimenti
L’80,4% sceglie prodotti di stagione, mentre oltre la metà privilegia i prodotti a Km 0 (59,3%) ed acquista spesso prodotti con marchio Dop, Igp, Doc (53,1%)
In Italia, le superfici coltivate con metodo biologico hanno raggiunto, all’inizio del 2017, quota 1.796.363 ettari (+20,4% rispetto all’anno precedente; nell’ultimo anno, sono stati convertiti al biologico oltre 300mila ettari). Dal 2010 al 2016 le attività di agriturismo biologico sono passate da 1.302 unità a 1.504 unità con una crescita totale del 16%
Il 6,2% degli italiani si dichiara vegetariano, a cui si aggiunge uno 0,9% di vegani. I vegetariani o vegani in circa un terzo dei casi (32,1%) seguono anche un’alimentazione crudista; nel 23,1% dei casi fruttariana, nel 12,6% paleo-alimentarista. Tali scelte hanno diverse origini: in primo luogo la convinzione di un effetto benefico sulla salute (38,5%) ed il rispetto nei confronti degli animali (20,5%), ma anche una vera filosofia di vita (14,1%) ed il desiderio di mangiare meno e meglio (14,1%)
Fonte: Eurispes                                          Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Agricoltura Ambiente Agroalimentare MADE IN ITALY Alimentare Prodotti Tipici Biologico Salute, Sanità e Benessere Abitudini di alimentazione
 
Tag citati: Cannata Giovanni, Eurispes, Fara Gian Maria, Mattiacci Alberto, Osservatorio permanente su Cibi, Produzione e Territori, Sapienza Università di Roma, Serpillo Mario, Unione Coltivatori Italiani, Universitas Mercatorum

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