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17/07/2019
Largo Consumo 06/2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Trasparenza

Etichette del miele, la proposta francese che piace all'Italia

La proposta formulata da Agnès Pannier-Runacher, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze francese, trova pienamente d’accordo la FAI-Federazione Apicoltori Italiani secondo la quale è giusto rendere obbligatoria la descrizione in etichetta dei Paesi d’origine del miele utilizzato nelle miscele che i confezionatori immettono sul mercato nazionale ed europeo. “Quello proposto dalla rappresentante del Governo francese è un atto di assoluta trasparenza, di correttezza verso i consumatori, di salvaguardia dell’apicoltura di ciascuno Stato membro dell’Unione europea. Solo così potremo contrastare le crescenti frodi sul miele, specie quando la materia prima arriva dai mercati esteri e il Paese d’origine viene omesso, eluso o falsato”. Così Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani, che commenta favorevolmente l’iniziativa d’Oltralpe e si schiera affinché anche il nostro Governo faccia altrettanto. “Solo in Italia, come del resto accade in Francia – sottolinea il presidente degli apicoltori italiani – nel 2018 sono stati acquistati dall’estero [...]

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  • Apicoltura italiana: 2018

La proposta formulata da Agnès Pannier-Runacher, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze francese, trova pienamente d’accordo la FAI-Federazione Apicoltori Italiani secondo la quale è giusto rendere obbligatoria la descrizione in etichetta dei Paesi d’origine del miele utilizzato nelle miscele che i confezionatori immettono sul mercato nazionale ed europeo.

“Quello proposto dalla rappresentante del Governo francese è un atto di assoluta trasparenza, di correttezza verso i consumatori, di salvaguardia dell’apicoltura di ciascuno Stato membro dell’Unione europea. Solo così potremo contrastare le crescenti frodi sul miele, specie quando la materia prima arriva dai mercati esteri e il Paese d’origine viene omesso, eluso o falsato”. Così Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani, che commenta favorevolmente l’iniziativa d’Oltralpe e si schiera affinché anche il nostro Governo faccia altrettanto.

“Solo in Italia, come del resto accade in Francia – sottolinea il presidente degli apicoltori italiani – nel 2018 sono stati acquistati dall’estero 28 milioni di kg di miele, spendendo 85 milioni di euro. Circa metà del prodotto importato in Italia arriva dall’Ungheria e non sappiamo se sia realmente questa la provenienza: spesso infatti le forniture sono triangolate per evitare i dazi doganali. E’ concorrenza sleale - conclude Cirone - e farebbero bene gli eurodeputati italiani a impegnare l’Unione europea su tale aspetto riportando la Direttiva miele 2001/110/CE alle originarie disposizioni: obbligo di chiara menzione di tutti i Paesi d’origine del miele miscelato, proprio come oggi la Francia richiede”.

 

Apicoltura italiana: 2018
Apicoltori: 55.877 di cui 36.206 produce per autoconsumo (65%) e 19.671 sono apicoltori con partita iva che producono per il mercato (35%)
Alveari: 1.273.663 (Il 78% degli alveari totali sono gestiti da apicoltori commerciali che allevano le api per professione)
Sciami: 216.996
Produzione: 22.000 tonnellate di miele
Fonte: Osservatorio Nazionale Miele, Banca Dati Apistica                           Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Miele Etichettatura Dolciari Imballaggio Normativa
 
Tag citati: Cirone Raffaele, FAI-Federazione Apicoltori Italiani, Pannier-Runacher Agnès

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