11/07/2016
Largo Consumo 06/2016 - Notizia breve - 1 pagina - pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Agricoltura

Continua la crescita del biologico

Anabio-Cia lavora ormai da anni perchè il biologico esca dal ruolo “di nicchia” e diventi il nuovo paradigma produttivo. In occasione dell'Assemblea nazionale tenutasi a Roma, dal titolo “Scommettere sul biologico come modello agricolo del futuro”, il presidente di Anabio Federico Marchini ha spiegato che “il sistema biologico è capace di dare risposte: ai consumatori che vogliono qualità e genuinità; al pianeta, in termini di salvaguardia dell’ambiente; agli agricoltori, per il giusto reddito”.

Anabio-Cia lavora ormai da anni perchè il biologico esca dal ruolo “di nicchia” e diventi il nuovo paradigma produttivo. In occasione dell'Assemblea nazionale tenutasi a Roma, dal titolo “Scommettere sul biologico come modello agricolo del futuro”, il presidente di Anabio Federico Marchini ha spiegato che “il sistema biologico è capace di dare risposte: ai consumatori che vogliono qualità e genuinità; al pianeta, in termini di salvaguardia dell’ambiente; agli agricoltori, per il giusto reddito”.

 

Un’affermazione confermata dai dati:

  • 55.433 di operatori biologici (+6% annuo)

  • 1,4 milioni di ettari coltivati a Bio (11% SAU nazionale; +6% annuo)

  • 2.1 mld di euro il valore complessivo del mercato (+20% sul 2015)

 

“La crescita quantitativa dell’agricoltura biologica -ha aggiunto Marchini- crediamo che possa divenire un potente driver per tirare fuori dalle difficoltà l’intero settore agroalimentare. Ma per concretizzare questo obiettivo bisogna riorganizzare la rappresentanza politico-professionale del mondo produttivo. Il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo del Sistema Biologico dovrebbe favorire la stipula di una vera e propria alleanza tra il modo produttivo e le istituzioni nazionali e regionali”.

 

Per una reale affermazione del biologico -è intervenuto il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- “devono essere portate a soluzione le questioni relative alla semplificazione legislativa e amministrativa. Allo stesso tempo devono essere potenziare le attività di ricerca e innovazione”. Solo così “il Piano  Strategico Nazionale potrà realmente diventare fattore di sviluppo e consentire di costruire una nuova fase dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano”.

 

"A livello istituzionale -ha affermato il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero- continueremo a lavorare nei prossimi mesi per l’attuazione del Piano Strategico, andando avanti sull’accompagnamento, sulle azioni di promozione e soprattutto su una revisione del sistema di controllo con meno burocrazia per le imprese”.

 
 
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Tag argomenti: Agricoltura Biologico
 
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