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01/04/2016
Largo Consumo 04/2016 - Notizia breve - pagina 127 - 1/6 di pagina - Salomone Luca
 
 
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Consolandi (Unicom): "Non è il mezzo che deve essere demonizzato, ma l’uso non corretto che se ne fa"

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Donatella Consolandi, past President Unicom

 

“Ritengo che la ventilata decisione da parte di Rai di abolire gli spot pubblicitari dai programmi televisivi per i bambini, reputandoli privi di valori e quindi diseducativi, sia una provocazione, per riportare il tema degli effetti negativi di una certa pubblicità sui minori. E anche per i new media, non è il mezzo che deve essere demonizzato, ma l’uso non corretto che se ne fa”

La RAI ha dichiarato (fonte Corriere della Sera) di volere eliminare, ritenendoli diseducativi, i messaggi pubblicitari dai programmi televisivi per bambini.

Perché la RAI anziché abolire gli spot non invita invece le famiglie ad educare i propri piccoli ad una visione critica dei messaggi pubblicitari?

Risponde Donatella Consolandi, past President Unicom

 

Non parliamo solo della pubblicità rivolta ai bambini ed inserita nei loro programmi (cartoni animati, telefilm) che comunque è martellante e molto assidua, per cui anche bambini di 3 o 4 anni chiedono ai loro genitori in modo mirato alcuni giochi/oggetti, ma di quella pubblicità che "usa" i bambini per promuovere l'acquisto di una casa o di un'automobile o, ancora di un alimento. I bambini rischiano di diventare i veri "responsabili d'acquisto", sui quali si fa pressione, per pilotare la scelta di acquisto di tutti i beni. Questo dovrebbe anche farci riflettere sociologicamente sulla deriva che stiamo prendendo, sul ruolo che a livello di società attribuiamo ai nostri figli, ai cui desideri sembriamo essere quasi subordinati, o che facciamo diventare responsabili di scelte che i più piccoli non dovrebbero assolutamente essere chiamati a fare.

Occorre quindi lavorare su più fronti: mettere un tetto all'affollamento pubblicitario, soprattutto in certi programmi, per evitare che i più piccoli subiscano un vero e proprio “lavaggio del cervello”; non lasciare i bambini da soli, parcheggiati davanti alla TV, in modo che per eventuali contenuti ci sia sempre il filtro o la spiegazione di un adulto che “media” il messaggio per educare i propri piccoli a una visione critica degli spot pubblicitari; mettere in atto i meccanismi di autodisciplina già previsti, per evitare messaggi fuorvianti e manipolatori. Anche per i new media, non è il mezzo che deve essere demonizzato, ma l’uso non corretto che se ne fa.

 
 
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Tag argomenti: Tempo libero e Intrattenimento Televisione Pubblicità Infanzia Comunicazione
 
Tag citati: Consolandi Donatella, Corriere della Sera, Rai, Unicom

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