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28/09/2017
Largo Consumo 09/2017 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Derivati del pomodoro

Conserve Italia: origine della materia prima in etichetta

Nel merito delle iniziative per il sostegno alla filiera attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia e di Confcooperative, sottolinea la necessità di arrivare al più presto a una normativa comunitaria che imponga l'obbligatorietà dell'origine sui derivati del pomodoro. In attesa di poter avere una normativa comunitaria (in Italia è attualmente in vigore un decreto ministeriale del 2006 che rende obbligatoria l'indicazione dell'origine della materia prima relativamente alla sola passata), Conserve Italia si dice pronta ad [...]


Nell'articolo:
  • I numeri di Conserve Italia (fatturato, produzione, addetti)

    Nel merito delle iniziative per il sostegno alla filiera attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia e di Confcooperative, sottolinea la necessità di arrivare al più presto a una normativa comunitaria che imponga l'obbligatorietà dell'origine sui derivati del pomodoro.

    Quella del pomodoro, secondo Gardini, è una delle filiere più importanti in termini di quantità e di fatturato per il settore agroalimentare italiano, con un giro d'affari stimato che supera i 3,2 miliardi di euro, il cui prestigio è offuscato da accuse di scarsa trasparenza e dalla crescita di fenomeni di contraffazione e di materie prime importate dall'estero.

    Conserve Italia è una delle aziende leader in Italia nel comparto del pomodoro da industria. Ogni anno ne lavora circa 3,5 milioni di quintali, coltivati dai propri soci conferitori in Emilia Romagna, Puglia, Toscana, Lazio.

    In attesa di poter avere una normativa comunitaria (in Italia è attualmente in vigore un decreto ministeriale del 2006 che rende obbligatoria l'indicazione dell'origine della materia prima relativamente alla sola passata), Conserve Italia si dice pronta ad aderire a ogni tipo di progetto sperimentale di etichettatura volontaria che offra ai consumatori la premessa per un acquisto consapevole, fornendo le informazioni sulla materia prima utilizzata. Si accoglie quindi favorevolmente la proposta avanzata da Tiberio Rabboni, presidente dell'Oi Pomodoro da industria del Nord Italia, di attivare una sperimentazione di etichettatura volontaria sull'origine del pomodoro made in Italy.

    I numeri di Conserve Italia (fatturato, produzione, addetti)
    Rappresenta la 1a industria conserviera in Italia e si colloca fra le aziende leader del settore in Europa con un fatturato aggregato di gruppo che nel corso dell’ultimo esercizio (chiuso al 30 giugno 2016) ha raggiunto 903 milioni di euro (consolidato 862 milioni)
    Il gruppo trasforma ogni anno circa 610.000 t di materie prime, rappresentate da frutta, pomodoro e vegetali coltivati su 20.000 ettari di coltivazioni specializzate, che vengono trasformate in 11 stabilimenti, di cui 8 in Italia, 2 in Francia e 1 in Spagna
    Complessivamente operano 1.412 addetti fissi e 1.432 lavoratori stagionali (numero medio dell'esercizio). I prodotti finiti, pari a circa 1 milione di t, vengono commercializzati per il 61% in Italia e per il restante 39% in Europa e in altri Paesi
    Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati aziendali

    Nell'articolo:
    • I numeri di Conserve Italia (fatturato, produzione, addetti)
       
       
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      Tag argomenti: Etichettatura Conserve vegetali Pomodori
       
      Tag citati: Camera dei Deputati, Confcooperative, Conserve Italia, Maurizio Gardini, Tiberio Rabboni, “OI Pomodoro da Industria del Nord Italia”

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