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30/08/2019
Largo Consumo 07/08 - 2019 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Ambiente

Coldiretti/Novamont, primo patto per lo sviluppo di oro vegetale Made in Italy

Nasce il primo patto nazionale per lo sviluppo di olio di girasole Made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi e ottenuto dai campi del Belpaese. L’intesa siglata da Coldiretti, Novamont, Filiera Agricola Italiana e Consorzio Agrario dell’Umbria rappresenta un ulteriore tassello, dopo la filiera del cardo in Sardegna, in direzione della bioeconomia circolare, basata sullo sviluppo di filiere agricole innovative, integrate nel territorio e connesse con le bioraffinerie del nostro Paese. Valorizzando le potenzialità dei campi diffusi principalmente fra Marche, Umbria e Toscana, per un totale di 114mila ettari con un trend di crescita stimato per il 2019 del +2,9%, l’accordo parte da una base di 25mila quintali di semi ottenuti dalla coltivazione di girasoli ad alto contenuto di acido oleico, con i quali si produrrà olio utilizzabile nelle bioraffinerie del gruppo Novamont. Per il 2019 si parte con [...]

Nell'articolo:

  • Come mai è stato scelto il girasole?

Nasce il primo patto nazionale per lo sviluppo di olio di girasole Made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi e ottenuto dai campi del Belpaese. L’intesa siglata da Coldiretti, Novamont, Filiera Agricola Italiana e Consorzio Agrario dell’Umbria rappresenta un ulteriore tassello, dopo la filiera del cardo in Sardegna, in direzione della bioeconomia circolare, basata sullo sviluppo di filiere agricole innovative, integrate nel territorio e connesse con le bioraffinerie del nostro Paese. Valorizzando le potenzialità dei campi diffusi principalmente fra Marche, Umbria e Toscana, per un totale di 114mila ettari con un trend di crescita stimato per il 2019 del +2,9%, l’accordo parte da una base di 25mila quintali di semi ottenuti dalla coltivazione di girasoli ad alto contenuto di acido oleico, con i quali si produrrà olio utilizzabile nelle bioraffinerie del gruppo Novamont. Per il 2019 si parte con 1.200 ettari seminati dal Consorzio Agrario dell’Umbria. Dopo la spremitura per ottenere olio grezzo si passa alla prima raffinazione. Il prodotto così ottenuto affronta quindi un’ulteriore fase di lavorazione per l’ottenimento di bioprodotti destinati a differenti settori. Dalla prima fase di spremitura si ottiene anche farina di girasole che, come la farina di cardo e altre oleaginose a basso impatto della filiera, viene recuperata per essere utilizzata nell’alimentazione degli animali nelle stalle italiane, dando vita ad una economia circolare che valorizza gli scarti e tende ad una radicale diminuzione degli sprechi.

“L’intesa con Novamont – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – è un passo strategico importante per la costruzione di un’economia sostenibile che, partendo dagli agricoltori, estende i suoi benefici a tutta la filiera, dall’industria fino ai consumatori, unendo ricerca, innovazione e rispetto dell’ambiente. L’alleanza con Novamont si inserisce perfettamente in un contesto italiano che può contare sull’agricoltura più green d’Europa con il primato della sicurezza alimentare a livello mondiale. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento verso un nuovo modello economico circolare legato ai territori”.

“Il patto siglato oggi con Coldiretti rappresenta un tassello importante di un approccio strategico condiviso per mettere in pratica i concetti di bioeconomia circolare e di innovazione continua sui territori – dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont. Partendo proprio dall’effetto trainante di prodotti innovativi che superano il rischio di accumularsi anno dopo anno nel suolo e nelle acque, insieme, sarà possibile sviluppare filiere integrate che partono dal suolo e ritornano al suolo moltiplicando i progetti integrati locali, contrastando una crescita lineare dei volumi, contenendo le quantità e lavorando sullo stesso valore aggiunto delle filiere”.

 

Come mai è stato scelto il girasole?
Perché si coltiva anche in aree difficili, in terreni pesanti e sabbiosi. E anche perché potrà originare reddito aggiuntivo per gli agricoltori. L’olio che si ottiene può venire pure combinato con altri oli vegetali da colture oleaginose a basso impatto per sviluppare bioprodotti ideati per regalare soluzioni uniche e sostenibili all’inquinamento dell’ecosistema (biolubrificanti per uso agricolo, monomeri per le bioplastiche, bioerbicidi a base di acido pelargonico)
Fonte: Elaborazione Largo Consumo
 
 
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Tag argomenti: Olio Energia Bioenergie Energie rinnovabili Agricoltura Ambiente
 
Tag citati: Bastioli Catia, Coldiretti, Consorzio agrario dell’Umbria, Filiera agricola italiana, Novamont, Prandini Ettore

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