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22/01/2018
Largo Consumo 12/2017 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Retail disruption

Carrefour e Alibaba: le nuove vie dell’omnichannel

Sulla retail disruption tanto si è scritto e altrettanto resta da dire. Così se il caso più tipico e immediato di ibridazione tra canali on e off line rimane il processo di digitalizzazione del punto di vendita, le ultime notizie riguardanti 2 importanti big player ci insegnano invece che le vie dell’omnicanalità sono molteplici e che ci si può incontrare su un terreno comune pur provenendo da direzioni opposte. È quanto successo a Carrefour e ad Alibaba.

Sulla retail disruption tanto si è scritto e altrettanto resta da dire. Così se il caso più tipico e immediato di ibridazione tra canali on e off line rimane il processo di digitalizzazione del punto di vendita, le ultime notizie riguardanti 2 importanti big player ci insegnano invece che le vie dell’omnicanalità sono molteplici e che ci si può incontrare su un terreno comune pur provenendo da direzioni opposte. È quanto successo a Carrefour e ad Alibaba.

A Carrefour il 17% di Showroomprivé

I dati 2017 piazzano il retailer francese al 2° posto in patria per market share nel settore grocery, con una quota del 20,2%, inseguendo a distanza ravvicinata il gruppo Leclerc, in testa con il 21,3%. Non sono da meno le performance all’estero, al punto che i dati aziendali indicano Carrefour come 1° distributore in Europa e 2° nel Mondo, con un fatturato 2016 pari a 103,7 miliardi di euro.

Alimentare: la quota di mercato dei retailer francesi (in %)*
E. Leclerc group
21,3
Carrefour group
20,2
Intermarché group
14,8
Casino group
11,6
Système U group
10,8
Auchan group
10,4
Lidl group
5,2
Delhaize group
3,3
Aldi group
2,1
altri
0,3
*(12 settimane al 17/10/2017)
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati Statista

 

Numeri da capogiro per l’azienda leader negli iper e supermercati, che proprio in questi giorni ha annunciato il suo prossimo passo: l’acquisizione da Conforama (sub-filiale del gruppo Steinhoff) del 17% del capitale sociale di Showroomprivé, 2° maggiore operatore in Europa nell’e-commerce specializzato nella moda.

Showroomprivé, risultati finanziari 2015-2016 (in mln €)
  2015 2016 crescita
ricavi netti 442,8 539,7 21,9%
ricavi Internet 433,2 525,4 21,3%
Ebitda 23,7 28,3 19,1%
Ebitda % sui ricavi 5,4% 5,2% -0,2%
utile netto rettificato 9,2 13 42%
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati aziendali

 

«Questa partnership è un nuovo passo nell'accelerazione della nostra strategia digitale in un approccio omnicanale. Inoltre, consente a Carrefour di entrare nel mercato delle vendite private on line e di rafforzarne l’offerta», ha dichiarato il Ceo Alexandre Bompard, confermando così la volontà dell’azienda di imporre la propria retail domination oltre i confini del punto di vendita.

Alibaba, 30 nuovi Pdv a Beijing

Viceversa, il gigante dell’e-commerce cinese Alibaba conta di aprire a Beijing 30 nuovi supermercati Hema entro fine anno, aggiungendosi ai 5 già presenti in città e a una ventina sparsi in tutto il Paese (14 a Shanghai, 2 a Ningpo, 1 a Hangzhou, Shenzhen, Suzhou, Guiyang). Oltre alla normale spesa in sede, i supermarket Hema permettono ai clienti di ritirare in store gli acquisti effettuati on line.

Da tempo Alibaba investe in negozi fisici. Nel 2014 ha acquistato il 35% del capitale dell'operatore di grandi magazzini InTime e nel 2015 il 20% di Suning. L'anno scorso, la società ha poi stretto un'alleanza strategica con Ruentex group e Auchan retail per acquistare il 36,2% del capitale del principale operatore cinese di ipermercati, Sun art retail group, per 2,9 miliardi di dollari. Il colosso consolida quindi la propria posizione nel grocery, settore che nel Paese sta attraversando una fase di vivace crescita.

Retail alimentare: stime di crescita in Cina (in mld $ e in %)
valore del mercato nel 2021 1.600 mld $
quota dell'e-commerce nel 2016 3%
quota dell'e-commerce nel 2020 6,6%
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati Nasdaq

 

Forte dei ricavi in aumento del 56%, prossimi ai 23 miliardi di dollari, Alibaba non ha nulla da invidiare ai principali retailer tradizionali cinesi, le cui performance in pochi casi superano quelle del gigante dell’e-commerce, ormai vero e proprio concorrente anche sul terreno della spesa al supermercato.

Retail: le vendite dei principali operatori cinesi nel 2016 (in mln €)*
Suning commerce group 22.520,5
Gome electrical appliances holding 21.377,4
China resource vanguard 13.433,8
Sun art retail group 12.109,2
Wal-mart China investment 9.955,5
Shandong commercial group 8.227,9
Lianhua supermarket holdings 7.760,2
Chongquing general trading 7.283,7
Yum! brands China division 7.067,7
Yonghui superstores 7.062,2
*(valori al tasso di cambio corrente)
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati Statista

 

Dal fisico al digitale e viceversa. Se non esistono ricette per attuare la retail disruption, è pur vero che le aziende meglio avviate nel lungo percorso dell’ibridazione sono quelle in grado di uscire dalla comfort zone e di attuare strategie in linea con un cliente che indifferentemente acquista on o off line, purché guidato dalla presenza di brand con cui ha instaurato rapporti di fiducia.

 
 
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Tag argomenti: Internet Commercio elettronico Grande Distribuzione Abbigliamento esterno Supermercato Ipermercato Rating Economia e Finanza Alimentare
 
Tag citati: Alexandre Bompard, Alibaba, Auchan Retail, Carrefour, Conforama, Hema, Leclerc, Ruentex group, Showroomprive, Steinhoff, Sun art retail group, Suning

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