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06/02/2020
Largo Consumo 01/2020 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Operazioni aziendali

Burgo, nuovi soci all'orizzonte

C'è la possibilità che entrino nuovi soci in Burgo, lo storico gruppo cartario di Altavilla Vicentina. Lo riferisce financecommunity, secondo cui tra gli interessati, rientrerebbe il fondo QuattroR. L’ingresso di QuattroR in Burgo dovrebbe concretizzarsi sotto forma di aumento di capitale, di ammontare ancora da definire e da realizzare nei prossimi mesi. Burgo è oggi controllata al 50,59% da Holding Gruppo Marchi spa (direttamente e tramite Palladio Group spa) e partecipata da Mediobanca (22,12%), Unicredit (3,83%) e da Allegro (Generali Financial H.) e Italmobiliare con l’11,68% ciascuno. E poi c'è Pillarstone Italy, che a fine 2015 aveva rilevato da Unicredit e Intesa Sanpaolo i loro strumenti...

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Tabella – La composizione societaria di Burgo

C'è la possibilità che entrino nuovi soci in Burgo, lo storico gruppo cartario di Altavilla Vicentina. Lo riferisce financecommunity, secondo cui tra gli interessati, rientrerebbe il fondo QuattroR. L’ingresso di QuattroR in Burgo dovrebbe concretizzarsi sotto forma di aumento di capitale, di ammontare ancora da definire e da realizzare nei prossimi mesi. Burgo è oggi controllata al 50,59% da Holding Gruppo Marchi spa (direttamente e tramite Palladio Group spa) e partecipata da Mediobanca (22,12%), Unicredit (3,83%) e da Allegro (Generali Financial H.) e Italmobiliare con l’11,68% ciascuno. E poi c'è Pillarstone Italy, che a fine 2015 aveva rilevato da Unicredit e Intesa Sanpaolo i loro strumenti partecipativi nel capitale di Burgo insieme ai crediti verso Orsero, Cuki, Lediberg, Manucor e Alfa Park, per un monte crediti complessivo di un miliardo di euro.
Il passaggio dei crediti di Burgo in mano a Pillarstone arrivava a valle di un accordo di risanamento del debito ex art. 67 della Legge Fallimentare siglato a fine luglio 2015 dal gruppo cartario con le banche, dopo oltre un anno di trattative. Allora erano stati convertiti in strumenti finanziari partecipativi 200 milioni euro di debiti a medio e lungo termine. Gli strumenti finanziari partecipativi erano stati sottoscritti da Mediobanca, Unicredit, Intesa SanPaolo e l’allora Banco Popolare. A seguito della conversione, Burgo aveva ridotto il suo indebitamento da circa 900 milioni di euro a 690 milioni.
Il bilancio 2018 di Burgo si era chiuso con ricavi per 1,883 miliardi di euro, in calo dai 2 miliardi del 2017, perché in quell’anno il gruppo aveva ceduto il ramo d’azienda di Burgo Energia relativo alle attività di vendita di energia e gas, in quanto considerato non più strategico. L’ebitda 2018 era stato di 137 milioni di euro (+3,8% da 132 milioni di euro del 2017) e l’indebitamento finanziario netto è sceso a 487 milioni dai 535 milioni di euro di fine 2017. A proposito di debito, la nota diffusa da Burgo sui dati di bilancio ricordava che il 12 marzo scorso il gruppo ha sottoscritto un aggiornamento degli accordi in essere con gli istituti di credito relativamente alle linee di breve termine. Il nuovo accordo prevede linee di credito a breve per totali 200 milioni a scadenza 31 marzo 2022.

La composizione societaria di Burgo
50,59% Holding Gruppo Marchi spa (direttamente e tramite Palladio Group spa)
22,12% Mediobanca
3,83% Unicredit
11,68% Allegro (Generali Financial H.)
11,68% Italmobiliare
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati aziendali
 
 
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Tag argomenti: Private equity Merger e Acquisition Carta e cartone
 
Tag citati: Burgo, Generali Financial H., Holding Gruppo Marchi, Intesa San Paolo, Italmobiliare, Mediobanca, PalladioGroup, QuattroR, Unicredit

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