02/05/2016
Largo Consumo 05/2016 - pagina 119 - Notizia breve - 1/3 di pagina
 
 
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Basagni (Miniconf): "La vera incognita è andare a toccare consuetudini radicate da decenni"

I dettaglianti dell’abbigliamento (quattro su cinque secondo Confcommercio ) vorrebbero posticipare l’avvio dei saldi invernali alla fine di gennaio. Come potrebbero competere con i vari Zalando , Vente-privee , Yoox nel pieno delle vendite promozionali e sottocosto già nel periodo prenatalizio? Ris [...] Leggi tutto

I dettaglianti dell’abbigliamento (quattro su cinque secondo Confcommercio) vorrebbero posticipare l’avvio dei saldi invernali alla fine di gennaio.

Come potrebbero competere con i vari ZalandoVente-priveeYoox nel pieno delle vendite promozionali e sottocosto già nel periodo prenatalizio?

Risponde Giovanni Basagni, presidente Miniconf

 

Il primo problema è quello di regolamentare i saldi a livello nazionale: basti ricordare che oggi le date sono un po’ diverse da regione a regione. È un fattore di disturbo da non sottovalutare: se gli sconti stagionali partono il 4 gennaio in una certa area e, invece, si aprono l’8 in un’altra, in questa seconda zona si ha un blocco del sell-out di 4 giorni. Inoltre, la regolamentazione dovrebbe riguardare anche l’abitudine di alcuni commercianti di anticipare in dicembre alcune importanti promozioni della stagione autunno/inverno. 

In caso di spostamento in avanti si potrebbe porre il problema di creare nuove abitudini nel consumatore, ormai avvezzo a rimandare molti acquisti dopo il periodo natalizio. 

Il cambiamento di clima, in corso ormai da parecchio tempo, ha inciso inoltre in modo piuttosto rilevante sullo scorso inverno, creando problemi che sarebbero di sicuro aumentati ulteriormente spostando i saldi in una fine di gennaio più calda del solito e dunque poco propizia a suscitare il desiderio di abiti adatti al periodo freddo. Ma va ribadito che la vera incognita è andare a toccare consuetudini radicate da decenni. 

Il rafforzamento del negozio fisico passa attraverso una strategia di consolidamento della propria identità e dei propri plus unici, che vanno dal consiglio di personale esperto, alla prova dei capi nel punto di vendita, al piacere dello shopping. Qualche cambiamento di calendario non riuscirà da solo a fare la differenza su questo canale oggi in sofferenza, specie per quanto riguarda i multimarca indipendenti. 

Esiste una competizione fra e-commerce e dettaglio, ma il conflitto va risolto accettando finalmente il concetto di multicanalità. Dobbiamo considerare il fatto che lo sviluppo dell’e-commerce non si fermerà. Il negozio deve quindi strutturarsi per affrontare questo nuovo canale e sfruttarne le indubbie potenzialità. Per ammortizzare gli oneri legati all’apertura di un proprio commercio elettronico, per esempio, un punto vendita può trovare soluzioni: i commercianti indipendenti, con l’appoggio dei fornitori, devono considerare seriamente le opportunità legate a piattaforme condivise, in cui affrontare insieme le spese, ma anche cogliere le indiscutibili opportunità. 

L’importazione, da parte soprattutto dei pure player internazionali, di usanze estere, come il black friday, non è a mio avviso un fatto negativo. Anche il commercio tradizionale può aderire e trarne profitti.Ma sicuramente tali iniziative rimangono marginali per il normal trade, data la capacità finanziaria delle maggiori dot.com, che su queste operazioni possono riversare forti investimenti. Una sproporzione che è evidente non solo in periodi particolari, come quello dei saldi, ma resta costante per tutto l’anno, specie per quanto riguarda il pronto moda standardizzato.

 
Autore: Salomone Luca
 
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