01/07/2015
Largo Consumo 07-08/2015 - pagina 111 - Notizia breve - 1 pagina
 
 
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Basagni (MiniConf): "La contraffazione online è un fenomeno che ha un forte impatto a livello macroeconomico di Sistema-Paese e microeconomico"

Se un sito asiatico con sede, ad esempio, a Singapore vende falsi prodotti italiani, francesi o tedeschi, le autorità di ciascuno di questi Paesi possono oscurarlo al proprio interno, ma non nel resto d’Europa. Perché non dotarsi di una comune strategia europea di difesa nei confronti della contraff [...] Leggi tutto

Se un sito asiatico con sede, ad esempio, a Singapore vende falsi prodotti italiani, francesi o tedeschi, le autorità di ciascuno di questi Paesi possono oscurarlo al proprio interno, ma non nel resto d’Europa. Perché non dotarsi di una comune strategia europea di difesa nei confronti della contraffazione on line? (Riflessione di copertina del 4/2015)

Risponde Giovanni Basagni, Presidente MiniConf

“Generalmente chi acquista merce contraffatta lo fa per abitudine, spinto dalla convinzione di risparmiare; il prezzo più basso resta infatti lo stimolo principale all’acquisto. In realtà, nella maggior parte dei casi, c’è consapevolezza sia dell’illegalità dell’operazione, che dei danni economici causati all’intero sistema.

“Quello che pertanto, a mio avviso, è l’aspetto da sottolineare all’interno di questo fenomeno è l’ambivalenza e l’incoerenza di fondo nel comportamento di chi acquista merce contraffatta. In maniera del tutto arbitraria e contradditoria, spesso la stessa persona passa dalla strenua difesa del made in…. e dei diritti di proprietà intellettuale, all’acquisto del contraffatto, peraltro con una sorta di malcelato autocompiacimento, espressione di un individualismo “furbo”, generalizzato e reiterato, tale da diventare abitudine (vedi lo scarico illegale dalla rete di musica, film….).

“Tutto ciò è fortemente sintomatico della scarsa cultura civica e del mancato rispetto delle regole. I giovani in particolar modo, attraverso uno strumento impersonale e privo di riferimenti fisici come Internet, si sono ormai “abituati” a questo tipo di mercato, al punto che fare acquisti illegali è diventato per loro quasi “naturale”.

“Internet è un terreno fertile che ha senz’altro accelerato e promosso questo fenomeno. Ha aumentato il livello di transazioni. E’ un veicolo privilegiato perché garantisce l’anonimato, dove l’acquisto è veloce, diretto e senza intermediari. Non restano tracce. Chi vende sparisce.

“La contraffazione online è un fenomeno che ha un forte impatto a livello macroeconomico (di Sistema –Paese) e microeconomico (consumatori, imprese, settori produttivi). Alimenta filoni poco trasparenti, incentiva l’illegalità e promuove l’indifferenza generalizzata verso temi di grande importanza sociale, come la sicurezza, la qualità e la tutela della salute.

“Produttori e distributori hanno senza dubbio il diritto/dovere di informare il consumatore, promuovendo per esempio delle campagne di tutela a partire dai proprio siti, attraverso una politica mirata di investimenti in comunicazione; ma parallelamente è altrettanto necessaria un’azione coordinata a livello di istituzioni internazionali, affinché i governi si rendano soggetti attivi di una normativa più vincolante e repressiva.

“L’analisi e la quantificazione del fenomeno sono senz’altro determinanti per mettere a punto strategie efficaci di prevenzione e di contrasto al mercato del falso, ma ribadisco altresì la necessità di un processo culturale civico, da promuovere soprattutto presso le nuove generazioni, a partire dalla famiglia e dalla scuola.

 

 
Autore: Salomone Luca
 
Tag argomenti: Abbigliamento Abbigliamento junior Commercio elettronico Contraffazioni MADE IN ITALY Normativa o Legislazione
 
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