25/02/2016
Largo Consumo 01/2016 - pagina 57 - Approfondimento Comunicazione d'impresa - 2/3 di pagina
 
 
Focus

Associazione coniglio italiano: la filiera che promuove una carne per tutta la famiglia

Fatturato aggregato da 350 milioni di euro, 130 addetti, copertura del mercato pari al 35% del totale. Questi i numeri di Aci, Associazione Coniglio Italiano, realtà nata nel 2014 e con sede a Verona, che aggrega i componenti della filiera della carne di coniglio. [...] Leggi tutto

I numeri di Aci

Fatturato aggregato da 150 milioni di euro, 130 addetti, copertura del mercato pari al 32% del totale. Questi i numeri di Aci, Associazione coniglio italiano, realtà nata nel 2014 e con sede a Verona, che aggrega i componenti della filiera della carne di coniglio: dagli allevatori ai macellai, dai mangimisti ai trasformatori (quattro di questi gestiscono ben il 40% del mercato nazionale). È soprattutto il Centro-Nord la macroarea italiana che abbraccia la maggior parte delle aziende aderenti ad Aci: Friuli V e n e z i a Giulia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, regioni che da sole rappresentano l’80% della base associativa. 

Gli obiettivi

L’associazione guidata dal friulano Zeno Roma nasce con due precisi obiettivi. Il primo è valorizzare la qualità del prodotto, puntando a riaffermarne il consumo tra le famiglie italiane e garantendo loro un’alimentazione più sana e leggera, oltre a un sostanziale risparmio sulla spesa. A questo scopo è stata fondamentale la presenza a Expo Milano 2015, all’interno del Padiglione di Federalimentare. Il secondo obiettivo è la tutela della produzione italiana del settore. Secondo gli addetti ai lavori, il coniglio italiano è “aggredito” principalmente da importazioni francesi, spagnole e cinesi. Per difendere la filiera nazionale dai quantitativi provenienti dall’estero in maniera massiccia e sottocosto, Aci sceglie le vie dell’aggregazione e della trasparenza: gli associati puntano a unire le forze, accelerando sulla creazione di filiere e sul sostegno di iniziative per progetti comuni. Non solo: per garantire la qualità e la sicurezza del prodotto italiano, difendendolo dalle imitazioni, sono fondamentali la tracciabilità, i controlli, norme chiare e soprattutto una corretta etichettatura, per una scelta consapevole del consumatore. Battaglie che Aci sta portando avanti da un anno. Con circa 4 Kg di consumo pro capite all’anno, il coniglio si posiziona al quarto posto nella classifica delle carni consumate dagli italiani dopo quelle bovine, suine e avicole e prima delle ovicaprine. È una carne magra e a basso contenuto calorico e di grassi: solo 118 Kcal e 4 g di grassi ogni 100 g di parte commestibile. A un basso contenuto di colesterolo (circa il 35% in meno rispetto alle altre carni), corrisponde un alto contenuto proteico, il 20%. Usato spesso come base per la cucina del Belpaese, il coniglio è presente in molte ricette tipiche e destinate a tutta la famiglia: il target comprende anche bambini e anziani, per i quali sono consigliate carni leggere e nutrienti.

ACI - Associazione Coniglio Italiano

Viale del Lavoro, 52 - 37135 Verona

Tel. 045.0678260 - Fax 045.8034468

www.coniglioitaliano.it

 

 

 
Autore: Iniz. Redazionali Speciali
 
Tag argomenti: Avicoli e cunicoli
 
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Tag citati: Aci (Associazione coniglio italiano) Expo Milano 2015 Federalimentare

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