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09/01/2018
Largo Consumo 12/2017 - Notizia breve - Pubblicato on line - Redazione di Largo Consumo
 
 
Agricoltura

Agrinsieme: favorire le imprese agricole a conduzione femminile

In linea con l’importanza che viene attribuita alla valorizzazione del lavoro delle donne nelle aree rurali, Agrinsieme ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di inserire una norma specifica che preveda forme di priorità di accesso e di partecipazione ai distretti lì dove siano presenti imprese agricole o cooperative gestite da donne e laddove comunque la presenza femminile sia determinante a configurare produzione agricola e servizi connessi. «Riteniamo – spiega Pina Terenzi, presidente di Donne in Campo-Cia Lazio – che tale misura possa costituire un passaggio di grande progresso nel costruire uno spazio rurale sostenibile e una produzione alimentare sana e adeguata alle necessità di una società moderna e con lo sguardo rivolto al futuro. In agricoltura le donne sono il perno delle aziende a...

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Tabella – Imprese italiane attive in agricoltura, III trimestre 2017

In linea con l’importanza che viene attribuita alla valorizzazione del lavoro delle donne nelle aree rurali, Agrinsieme ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di inserire una norma specifica che preveda forme di priorità di accesso e di partecipazione ai distretti lì dove siano presenti imprese agricole o cooperative gestite da donne e laddove comunque la presenza femminile sia determinante a configurare produzione agricola e servizi connessi. «Riteniamo – spiega Pina Terenzi, Agrinsieme – che tale misura possa costituire un passaggio di grande progresso nel costruire uno spazio rurale sostenibile e una produzione alimentare sana e adeguata alle necessità di una società moderna e con lo sguardo rivolto al futuro. In agricoltura le donne sono il perno delle aziende a conduzione familiare, che rappresentano il 76% di tutte le aziende agricole europee e hanno il merito di contribuire a mantenere una popolazione attiva e dinamica evitandone lo spopolamento. Sono davvero tantissime in tutta Europa le donne che producono e trasformano gli alimenti della terra e che spesso promuovono attività supplementari che andando oltre la produzione agricola, apportano un importante valore aggiunto alla vita economica e sociale delle aree rurali». Nell’ambito dei distretti del cibo, Agrinsieme auspica possano crescere e svilupparsi nuove forme di imprenditoria femminile in grado di rispondere ai fabbisogni specifici a livello territoriale, anche attraverso la nascita di cooperative in cui siano impiegate donne provenienti da altri paesi, al fine di una maggiore integrazione sociale e culturale.
Secondo i dati Crea, le imprenditrici agricole italiane sono circa 500mila, un dato sicuramente sottostimato dal momento che il censimento agricolo non rileva le coniugi coadiuvanti (stimate in circa 431mila). Il confronto degli ultimi censimenti, inoltre, evidenzia che le aziende al femminile hanno tenuto meglio la crisi calando dell’1%, mentre quelle maschili subivano un calo del 9%. Le aziende agricole femminili hanno inoltre sofferto una pari riduzione (37%) nel numero di imprese tra il 2000 e il 2010 mentre hanno progressivamente aumentato il loro peso percentuale dal 26% del ’90 al 31% del 2010.

Imprese italiane attive in agricoltura, III trimestre 2017
Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali 723.427
Silvicoltura e utilizzo aree forestali 10.912
Pesca e acquacoltura 11.905
Totale 746.244
Fonte: elaborazione di Largo Consumo su dati Infocamere-Movimprese

 

 
 
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Tag argomenti: Agricoltura Donna Associazioni e Consorzi Lavoro, Occupazione Risorse umane
 
Tag citati: Terenzi Pina, Agrinsieme, Boldrini Laura, Cia Lazio, Crea, Donne in Campo, Infocamere-Movimprese

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