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01/04/2019
Largo Consumo 04/2019 - Approfondimento - pagina 124 - 1 pagina - Pescarmona Stefania
 
 
Start up

Agrifood da valorizzare

Su quasi 1.000 start up internazionali analizzate, sono circa 500 quelle finanziate che si occupano di smart agrifood, ovvero che propongono soluzioni digitali al settore agricolo e agroalimentare, con l’Italia che si colloca davanti a tutti gli altri Paesi europei, quantomeno per numero di imprese. Eppure, nonostante questo, la capacità del nostro Paese di raccogliere capitali appare ancora decisamente marginale: negli ultimi 2 anni, su 2,9 miliardi di dollari di finanziamenti in tutto il mondo, l’Italia ha ottenuto in questo settore appena 25,3 milioni di euro. A mettere in luce l’enorme paradosso della filiera agroalimentare italiana è una ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood, condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio Rise (Research & innovation for smart enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia. Se si analizzano le varie aree, gli Stati Uniti si confermano quella con la maggior densità di start up (37%) e di finanziamenti alle nuove imprese (41%), seguiti dall’Europa (30%delle start up e 35% dei finanziamenti) e dall’Asia (20% delle start up e 20% degli investimenti). Dopo gli Stati Uniti, i singoli Paesi più virtuosi per capacità di convogliare finanziamenti sulle nuove imprese sono il Regno Unito (19%), la Germania (12%), la Cina (8%) e Israele (2%). Segue l’Italia, con una quota che non raggiunge nemmeno l’1% del valore complessivo.


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Tag argomenti: Agricoltura Agroalimentare Innovazione Fisco Credito e Banche Private equity
 
Tag citati: Laboratorio Rise, Osservatorio Smart AgriFood, Politecnico di Milano, Renga Filippo, Università degli studi di Brescia

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