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01/03/2010
Largo Consumo 03/2010 - Notizia breve - pagina 0 - n.d. - AILOG
 
 

Adiconsum chiede al Governo interventi urgenti: variazione periodica del prezzo dei carburanti; sostegno dei consumi alimentari in crisi

8 aprile 2010 - Nuovi aumenti dei carburanti e ancora nessun intervento del Governo I carburanti alla pompa sono l´unico bene e servizio che ha continue variazioni di prezzo, anche giornaliere. Nessun altro prodotto, pur sottoposto alle variazioni giornaliere del prezzo delle delle materie prime, si comporta in tal senso. Queste variazioni continue hanno 2 effetti negativi: nessuno è in grado di sapere qual è la compagnia più conveniente, poiché un giorno è più vantaggiosa la compagnia A e il successivo la compagnia B (per un approfondimento del tema trattato, leggi la Case history E.Leclerc-Conad). Inoltre, in queste variazioni continue si inserisce la consueta speculazione sui tempi di adeguamento del prezzo alla pompa: immediato quando sale, in ritardo quando scende. La proposta avanzata al tavolo dei carburanti da Adiconsum, recepita anche dal Sottosegretario Saglia, è quella di stabilire dei criteri per cui la variazione dei carburanti avvenga periodicamente, ogni 15 gg. o un mese, fermo restando il principio che ogni compagnia decide il proprio prezzo e lo mantiene per il periodo stabilito. Un principio questo già applicato per l´energia elettrica e il gas con evidenti vantaggi per i consumatori. A ciò si aggiunga l´esigenza di una maggiore concorrenza sulla rete, con un maggior ruolo della GDO, delle pompe bianche e degli stessi distributori indipendenti. Dati allarmanti dal commercio: la crisi è arrivata anche ai prodotti alimentari. Adiconsum chiede al Governo di intervenire con provvedimenti di urgenza ed alle banche di dare credito accessibile alle famiglie e alle Pmi. I dati Istat sul calo dei consumi - dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum - sono purtroppo la conferma di quanto la nostra associazione sottolinea da mesi. Il ridimensionamento dei redditi familiari dovuto alla disoccupazione crescente ed alle disponibilità economiche inferiori per i dipendenti posti in cassa integrazione ed in mobilità, crea una spirale perversa tra calo dei consumi ed aumento del numero delle famiglie spinte verso la fascia di povertà. Per la prima volta il calo dei consumi colpisce anche i beni alimentari, chiaro segno della gravità del momento economico del Paese, che registra il 5% di calo del Pil, e l´aumento esponenziale dell´uso degli ammortizzatori sociali, chiaro indicatore di un tessuto produttivo gravemente in crisi. Il Governo - continua Giordano - anziché affermare, non si sa in base a quale calcolo o teoria economica, che il calo dei consumi è compensato dal basso tasso di inflazione, farebbe bene, per rilanciare occupazione e consumi, a varare provvedimenti che detassino il lavoro dipendente, equiparino la tassazione sulle rendite finanziarie ai livelli europei e varino la “cantierizzazione” immediata di opere pubbliche capaci di essere volano di sviluppo occupazionale e produttivo. Le Banche devono fare la loro parte, secondo Adiconsum, magari distribuendo meno gli enormi dividendi accumulati anche in questo periodo di crisi, e investendoli, dando credito accessibile ad aziende e famiglie e non in prodotti finanziari speculativi.
 
 
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