01/02/2016
Largo Consumo 02/2016 - pagina 103 - Notizia breve - 1/5 di pagina
 
 

“Etichetta furbetta” sugli elettrodomestici

In Italia un elettrodomestico su due risulta fuori norma dal punto di vista dei requisiti della cosiddetta “etichetta energetica”. E’ quanto è emerso dall’indagine “Etichetta furbetta” promossa da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito del progetto pilota [...] Leggi tutto

In Italia un elettrodomestico su due risulta fuori norma dal punto di vista dei requisiti della cosiddetta “etichetta energetica”. E’ quanto è emerso dall’indagine “Etichetta furbetta” promossa da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito del progetto pilota Marketwatch co-finanziato dalla Commissione europea. Lo studio è stato condotto sull’insieme delle categorie appartenenti a questo mondo merceologico, cioè televisori, condizionatori, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, per quanto riguarda il gruppo dei grandi elettrodomestici “bruni” e “bianchi”, ma anche forni, aspirapolvere, cappe e semplici lampadine e ha rilevato che, appunto, quasi la metà di questi apparecchi in vendita nel nostro Paese è privo di etichetta energetica o ne riporta una non corretta. Su un totale di 4.637 prodotti controllati presso 2.704 negozi fisici e 1.933 negozi on line è apparso correttamente etichettato il 57%: l’81% per quanto riguarda i primi, ma solo il 23% nel caso dei negozi on line. A essere fuori norma è quindi ben il 43% del totale dei prodotti. Peraltro viene rilevato il fatto che tra i negozi on line, che registrano quindi una percentuale di non conformità pari al 77%, nonostante la legge in vigore ormai dal gennaio 2015, a fare riferimento a grandi catene specializzate sono addirittura 8 su 12. A quest’ambito è stato dedicato un terzo round dell’inchiesta, che ha controllato in alcune regioni, Toscana, Lazio e Veneto, sei negozi specializzati in elettrodomestici ed elettronica, tre grandi superfici di vendita di mobili e complementi d’arredo e tre supermercati. In questo caso i negozi di arredo sono quelli che hanno evidenziato il più alto tasso di non conformità, il 53%, mentre la più alta percentuale di mancata etichettatura, il 77%, è stata riscontrata in uno dei supermercati visitati. In queste tipologie di negozi gli elettrodomestici per i quali più frequentemente si è notata la mancanza di etichetta sono gli aspirapolvere (il 32%), insieme, e in questo caso comprensibilmente, agli ultimi arrivati nella famiglia dei prodotti che prevedono l’etichettatura, cioè le cappe aspiranti delle quali una su due risulta venduta senza etichetta. La categoria invece migliore è quella delle lavastoviglie che ha presentato meno del 2% degli apparecchi senza etichetta.

 
Autore: Redazione di Largo Consumo
 
Tag argomenti: Elettrodomestici Elettrodomestici Bianchi Energia Illuminotecnica e Lampadine Piccoli Elettrodomestici
 
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Tag citati: Commissione europea Etichetta furbetta Legambiente Market Watch Movimento difesa del cittadino Paese

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