| Ricerca e
sviluppo: unipotesi per il futuro
Qualche
segnale di ottimismo cè, a ben guardare,
ma le dichiarazioni raccolte nelle interviste
per Mercato & Imprese 2005 mostrano
preoccupazioni persistenti sullandamento
dei mercati. Il consumatore è sempre al
centro dellattenzione, ma è un consumatore
con pochi soldi in tasca, oculato nellimpiegare
le proprie risorse economiche, esigente
nella scelta di ciò che desidera. Di conseguenza,
tutte le attività produttive e distributive
ruotano intorno alla necessità di soddisfare
le sue richieste: scaffali attraenti,
innovazioni reali, un rapporto qualità/prezzo
ottimale per un cliente che però evita
il risparmio a ogni costo.
Perché, sebbene le difficoltà economiche
abbiano spinto, e spingano, i consumatori
a spendere meno e a rivolgersi più spesso
alle private label e/o al discount, il
prodotto di marca sembra mantenere il
suo ruolo di garante della qualità. E
dunque viene cercato, anche se con minore
frequenza, e pagato adeguatamente.
Fra le soluzioni di marketing adottate
lo scorso anno, la parte del leone è andata
alla leva promozionale, protagonista a
volte esasperante di una conflittualità
esistente fra produzione e distribuzione.
Conflittualità che gli uomini dazienda
intervistati ambirebbero però a risolvere,
poiché solo attraverso una lettura comune
delle difficoltà e delle opportunità si
può creare valore per entrambi. Anche
la comunicazione occupa sempre un posto
di rilievo, perché capace di creare un
legame di affinità emotiva tra brand e
consumatore, soprattutto attraverso il
packaging, in grado di trasmettere efficacemente
limmagine di un marchio o di unazienda,
per quanto immagine senza qualità oggi
non abbia alcun senso. Dunque, in primo
piano ancora la qualità. E poi il servizio,
che sta diventando un plus imprescindibile,
a patto che sia di livello davvero superiore;
e per questo il consumatore è ancora disposto
a spendere.
Lincertezza sul futuro economico,
tuttavia, è il leit motiv dominante. Innovazione
e qualità restano le parole dordine
per tutti, ma richiedono investimenti
in ricerca e sviluppo che oggi in particolare
significano grossi sacrifici. Lallargamento
dellUe, la competizione via via
più forte a livello internazionale, la
valorizzazione del made in Italy sui mercati
esteri pongono i protagonisti della nostra
economia di fronte a una serie di fattori
che potrebbero rappresentare delle grosse
opportunità se interpretati correttamente,
magari operando una ottimizzazione dei
costi attraverso il potenziamento dellarea
logistica, puntando sulla qualità certificata
e sulla reale tipicità, facendo
davvero sistema, cioè adottando
strategie e politiche di convergenza,
nonché di collaborazione tra le aziende.
Una cosa comunque appare certa: bisogna
restituire fiducia al consumatore, essere
capaci di offrirgli delle certezze, e
questa è la vera sfida che attende il
mercato.
Lucia Loffi Randolin |